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I virus dell’epatite

I virus dell’epatite

Trasmissione

Sintomi e prognosi

Prevenzione

Epatite A

L’epatite A si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, generalmente a causa di scarsa igiene, come quando il cibo viene cucinato da un soggetto infetto che non si è lavato le mani. Talora, si diffonde nei centri di assistenza diurna, dove gli assistenti possono venire a contatto con feci infette contenute nei pannolini.

I frutti di mare sono talvolta contaminati se pescati in acque dove affluiscono acque non depurate e possono causare infezione se ingeriti crudi.

Le epidemie, di solito associate ad acqua contaminata da feci, sono frequenti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

La maggior parte delle infezioni da epatite A è asintomatica e non è rilevata. Tuttavia, possono insorgere i sintomi tipici dell’epatite acuta.

Il recupero dall’infezione acuta è generalmente completo, tranne quando l’infezione è molto grave (fulminante). Casi del genere sono rari (molto più rari rispetto all’epatite B).

Inoltre, i soggetti affetti da epatite A non diventano portatori* e il virus non causa epatite cronica.

È fondamentale avere una buona igiene nella manipolazione del cibo ed evitare acque contaminate.

La vaccinazione contro l’epatite A è consigliata per tutti i bambini ( Vaccino contro l’epatite A e Vaccinazione di lattanti e bambini). Inoltre, è raccomandata anche per gli adulti ad alto rischio di esposizione:

  • coloro che viaggiano in zone dove l’epatite A è molto diffusa

  • lavoratori nell’ambito della sanitizzazione

  • dipendenti dei laboratori di ricerca o diagnostici che maneggiano il virus dell’epatite A

  • soggetti con patologie epatiche croniche o coagulopatie

  • uomini omosessuali

  • persone che fanno uso di sostanze illegali (che spesso s’infettano per motivi diversi dall’uso di tali sostanze)

Alle persone esposte all’epatite A si somministrano immunoglobuline sieriche standard.† Questo trattamento previene l’infezione o ne riduce la gravità e può essere somministrato in aggiunta al vaccino.

Epatite B

L’epatite B si trasmette meno facilmente dell’epatite A. La trasmissione di solito avviene quando si riciclano gli aghi senza prima sterilizzarli, come quando le persone condividono le siringhe per iniettarsi sostanze stupefacenti o quando gli aghi vengono riutilizzati per i tatuaggi o per l’iniezione di un vaccino.

La trasmissione con trasfusioni di sangue è possibile, ma oggi è rara negli Stati Uniti, perché il sangue è controllato.

L’infezione da epatite B si contrae attraverso il contatto con saliva, lacrime, latte materno, urine, liquido vaginale e sperma.

Di solito l’infezione si trasmette tra partner sessuali, sia eterosessuali che omosessuali. Inoltre, sono soggetti ad alto rischio le persone che vivono in ambienti chiusi (come le prigioni e gli istituti psichiatrici), dove i contatti con i liquidi corporei di altre persone sono più probabili. Una donna in stato di gravidanza che ha contratto l’epatite B può trasmettere il virus al bambino durante il parto.

L’epatite B può essere trasmessa dai portatori*. Non è chiaro se il virus possa essere trasmesso anche attraverso punture d’insetto.

In molti casi di epatite B la modalità di infezione resta sconosciuta.

Solitamente, l’epatite B è molto più grave dell’epatite A ed è talvolta letale, specialmente nei soggetti di età avanzata. L’infezione può essere lieve o molto grave. Se un soggetto con epatite B presenta anche epatite D, i sintomi sono più gravi. Dolori articolari e orticarie pruriginose sulla superficie cutanea (pomfi) sono più probabili in un soggetto con epatite B rispetto a quelli con altri virus epatitici.

Dal 5 al 10% circa degli adulti infetti sviluppa epatite B cronica o diventa portatore*. Tuttavia, fino al 90% dei neonati infetti e fino al 50% dei bambini piccoli infetti sviluppano epatite B cronica e la probabilità di sviluppare l’epatite B cronica è tanto maggiore quanto più piccolo è il bambino.

In Estremo Oriente e in alcune parti dell’Africa, il virus dell’epatite B è responsabile di molti casi di epatite cronica, cirrosi e tumore del fegato.

Si devono evitare i comportamenti ad alto rischio, come l’uso di aghi infetti e la promiscuità sessuale.

La vaccinazione contro l’epatite B protegge la maggior parte delle persone, ma può fornire una minore protezione alle persone in dialisi, con cirrosi e con un sistema immunitario compromesso ( Vaccino contro l’epatite B e Vaccinazione di lattanti e bambini). Queste persone possono aver bisogno di dosi di richiamo.

Negli Stati Uniti, la vaccinazione è raccomandata per tutte le persone di età inferiore ai 18 anni (a partire dalla nascita), ma è specialmente importante per le persone a rischio di esposizione all’epatite B. La vaccinazione in tutto il mondo contro l’epatite B è augurabile, ma dispendiosa.

Alle persone esposte all’epatite B, compresi i neonati da madri con epatite B, si somministrano le immunoglobuline sieriche dell’epatite B e il vaccino. Questa associazione è in grado di prevenire l’epatite B cronica in circa il 90-95% dei casi.

Epatite C

L’epatite C di solito viene contratta dalle persone che usano aghi promiscui per l’iniezione di sostanze stupefacenti. L’infezione può inoltre essere trasmessa attraverso gli aghi usati per i tatuaggi e i piercing.

La trasmissione con trasfusioni di sangue è possibile, ma allo stato attuale è rara. La trasmissione attraverso i rapporti sessuali è rara, così come la trasmissione al feto da una madre infetta incinta.

Non si conosce il motivo per cui un soggetto su cinque con epatopatia alcolica sia spesso affetto anche da epatite C. Un modesto numero di soggetti sani sembra essere portatore ma non presentare alcun sintomo di infezione.

L’epatite C è in un certo senso imprevedibile. All’inizio, l’infezione è generalmente lieve; il più delle volte è asintomatica. Tuttavia, la funzionalità epatica può fluttuare ripetutamente per diversi mesi o anni.

L’epatite C diviene cronica nel 75% dei soggetti. L’infezione cronica è solitamente lieve, ma il 20-30% circa dei soggetti affetti sviluppa cirrosi, su cui si può sviluppare un cancro del fegato.

Si devono evitare i comportamenti ad alto rischio, come l’uso di aghi infetti per l’iniezione di sostanze stupefacenti e per tatuaggi e piercing.

Attualmente, non è disponibile alcun vaccino. La somministrazione di immunoglobuline sieriche standard è inutile.

Epatite D

L’epatite D di solito viene contratta principalmente dalle persone che usano aghi promiscui per l’iniezione di sostanze illegali.

L’epatite D si manifesta soltanto in coinfezione con l’epatite B e generalmente aggrava l’infezione dell’epatite B.

Le misure adottate per proteggersi dall’epatite B proteggono anche contro l’epatite D. Tali misure comprendono l’evitamento dei comportamenti ad alto rischio la vaccinazione contro l’epatite B e le immunoglobuline per l’epatite B in caso di esposizione al virus.

Epatite E

L’epatite E si trasmette soprattutto per via oro-fecale. Talvolta causa epidemie, di solito associate ad acqua contaminata da feci. Vi sono state epidemie soltanto in Messico, Perù, Russia, Pakistan, e parte di Asia e Africa, ma non negli Stati Uniti o in Europa Occidentale.

L’epatite E può causare gravi sintomi, soprattutto in gravidanza.

Di solito, l’epatite E non cronicizza e i soggetti non diventano portatori*.

Esiste un nuovo vaccino, ma la sua disponibilità è maggiore nelle parti del mondo in cui l’epatite E è più frequente.

Le immunoglobuline sieriche standard non hanno alcuna efficacia.

*Il portatore non presenta alcun sintomo ma è comunque infetto e in grado di trasmettere il virus ad altri.

Le immunoglobuline sieriche standard sono un preparato contenente anticorpi ottenuti dal sangue (plasma) di persone con un normale sistema immunitario. Vengono impiegate per trattare diverse malattie.