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Intossicazione da frutti di mare

Di

Gerald F. O’Malley

, DO, Grand Strand Regional Medical Center;


Rika O’Malley

, MD, Albert Einstein Medical Center

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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I fatti in Breve

La gastroenterite può essere provocata dall’ingestione di pesci spinosi o molluschi. I tipi comuni di avvelenamento causato dal consumo di pesci ossei sono tre:

  • Ciguatera

  • Intossicazione da tetrodotossina

  • Sgombroide

Ciguatera

Questo tipo di intossicazione può verificarsi dopo aver mangiato una qualsiasi delle oltre 400 specie di pesci delle scogliere tropicali della Florida, delle Indie occidentali o del Pacifico. La tossina è prodotta da alcuni dinoflagellati, microscopici organismi marini di cui i pesci si nutrono, e si accumula nella loro carne. I pesci più vecchi e più grandi (ad esempio, cernie, dentici e ricciole) sono più tossici rispetto a quelli più piccoli e più giovani. Il gusto del pesce non è alterato. Le attuali procedure di preparazione, compresa la cottura, non riescono a distruggere la tossina.

I sintomi iniziali (crampi addominali, nausea, vomito e diarrea) possono iniziare 2-8 ore dopo che il paziente ha mangiato il pesce e si protraggono per 6-17 ore. I sintomi tardivi possono includere

  • Prurito

  • Sensazioni di formicolio

  • Cefalea

  • Dolori muscolari

  • Un’inversione delle sensazioni di caldo e freddo

  • Dolore facciale

Nervosismo e alterazioni della sensibilità possono persistere per mesi.

Il trattamento può essere effettuato con iniezioni endovenose di mannitolo (un farmaco che riduce il gonfiore e la pressione), ma non è chiaro se sia davvero efficace.

Avvelenamento da tetrodotossina

L’intossicazione da tetrodotossina è più comune in Giappone, a causa del consumo di pesce palla (fugu); tuttavia, oltre 100 specie d’acqua dolce e acqua salata contengono tetrodotossina. I sintomi sono simili a quelli della ciguatera. Se si ingerisce una quantità eccessiva di tossina, i muscoli rimangono paralizzati fino alla morte per la paralisi dei muscoli che regolano la respirazione. La tossina non può essere distrutta dalla cottura o dal congelamento.

Sindrome sgombroide

I tessuti di pesci quali sgombro, tonno, palamita, tonnetto striato e lampuga dopo la cattura si degradano e possono produrre alti livelli di istamina. Se ingerita, l’istamina causa immediato arrossamento del volto. Può anche provocare nausea, vomito, dolori gastrici e orticaria qualche minuto dopo aver consumato il pesce. I sintomi, spesso scambiati per allergia alimentare, di solito durano meno di 24 ore e il pesce può avere un sapore piccante o amaro. Diversamente da altre intossicazioni da pesci, questa si può prevenire conservando adeguatamente il pesce dopo la cattura. Farmaci antistaminici, come la difenidramina, possono contribuire ad alleviare i sintomi.

Intossicazione da molluschi

L’intossicazione da molluschi si può verificare da giugno a ottobre, soprattutto sulle coste del Pacifico e del New England. Molluschi tra cui cozze, vongole, ostriche e capesante possono ingerire alcuni dinoflagellati velenosi quando l’acqua assume un colore rosso, definito marea rossa.

I dinoflagellati producono una tossina che attacca le fibre nervose (tali tossine vengono chiamate neurotossine), la sassitossina, che causa avvelenamento con paralisi da molluschi, e rimane anche dopo la cottura del cibo.

Il primo sintomo, che è una sensazione di punture di spilli intorno alla bocca, inizia 5-30 minuti dopo l’ingestione. Nausea, vomito e dolori addominali crampiformi compaiono in un secondo tempo, seguiti da debolezza muscolare che talvolta si trasforma in paralisi degli arti. La debolezza dei muscoli respiratori può essere talmente grave da causare la morte, in caso contrario la guarigione è totale.

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