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Sindromi da coronavirus e sindromi respiratorie acute (COVID-19, MERS, SARS)

Di

Brenda L. Tesini

, MD, University of Rochester School of Medicine and Dentistry

Ultima revisione/verifica completa lug 2020| Ultima modifica dei contenuti lug 2020
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

I coronavirus sono una grande famiglia di virus responsabili di malattie respiratorie che variano per gravità dal raffreddore comune alla polmonite letale.

Esistono molti coronavirus diversi; la maggior parte di essi causa malattie negli animali. Tuttavia, sappiamo che 7 tipi di coronavirus sono responsabili di malattie negli esseri umani.

Quattro di queste 7 infezioni da coronavirus umano comportano forme lievi a carico delle vie aeree superiori, che causano i sintomi del raffreddore comune.

Tuttavia, 3 delle 7 infezioni da coronavirus umano possono essere molto più gravi e hanno recentemente causato importanti epidemie di polmonite letale:

  • Il SARS-CoV-2 è un nuovo coronavirus che è stato identificato per la prima volta a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 come causa della sindrome da coronavirus 2019 (COVID-19) e si è diffuso in tutto il mondo.

  • Il MERS-CoV è stato identificato nel 2012 come la causa della sindrome respiratoria mediorientale (Middle East respiratory syndrome, MERS).

  • Il SARS-CoV è stato identificato nel 2003 come responsabile dell’epidemia della sindrome respiratoria acuta grave (severe acute respiratory syndrome, SARS) iniziata in Cina verso la fine del 2002.

Questi coronavirus che causano gravi infezioni respiratorie sono trasmessi dagli animali all’uomo (patogeni zoonotici).

COVID-19

La COVID-19 è una malattia respiratoria acuta che può essere grave ed è causata da un coronavirus identificato di recente, denominato ufficialmente SARS-CoV-2.

La COVID-19 è stata segnalata per la prima volta alla fine del 2019 a Wuhan, in Cina, e si è ampiamente diffusa in tutto il mondo. Per informazioni aggiornate sul numero di casi e di decessi, vedere Centers for Disease Control and Prevention: 2019 Novel Coronavirus e World Health Organization's Novel Coronavirus (COVID-2019) situation reports.

I primi casi di COVID-19 sono stati collegati a un mercato di animali vivi a Wuhan, in Cina, e ciò indicherebbe che il virus sia stato trasmesso da animali venduti come cibo esotico all’uomo. La COVID-19 si diffonde principalmente da persona a persona attraverso le goccioline disperse nell’aria con la tosse o gli starnuti da un soggetto infetto. Le persone possono anche contrarre l’infezione COVID-19 toccando qualcosa su cui è presente il virus e poi toccandosi la bocca, il naso o gli occhi. Il virus di solito viene trasmesso da una persona con sintomi del disturbo, ma può essere trasmesso da persone prima che queste manifestino i sintomi e anche da persone che sono infette ma non sviluppano mai i sintomi. Il coronavirus responsabile della COVID-19, identificato di recente, è stato chiamato SARS-CoV-2, anche se è leggermente diverso dal coronavirus che causa la SARS.

Sintomi

La maggior parte dei soggetti con COVID-19 presentano sintomi lievi o sono del tutto asintomatici, ma alcune persone si ammalano gravemente e muoiono. I sintomi comprendono:

  • febbre

  • Tosse

  • Difficoltà respiratoria o respiro affannoso

  • Brividi o brividi scuotenti ripetuti

  • Astenia

  • Dolore muscolare

  • Mal di testa

  • Mal di gola

  • Recente perdita dell’olfatto o del gusto

  • Congestione nasale o rinorrea

  • Nausea, vomito e diarrea

I sintomi solitamente compaiono da 2 a 14 giorni dopo che l’infezione è stata contratta.

Il rischio di malattia grave e di decesso nelle persone con COVID-19 aumenta con l'età e in soggetti con altre patologie gravi, come malattie cardiache, polmonari, renali o epatiche, diabete, obesità o disturbi legati all’immunocompromissione.

Oltre alle malattie respiratorie che possono essere gravi e portare alla morte, altre gravi complicazioni includono

Una rara complicazione chiamata sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (multi-system inflammatory syndrome in children, MIS-C) che può essere collegata a COVID-19 è stata segnalata nei bambini. I sintomi possono essere simili a una rara malattia che prende il nome di sindrome di Kawasaki e includono febbre, dolore addominale ed eruzione cutanea.

Diagnosi

  • Analisi per identificare il virus

I medici sospettano la COVID-19 quando osservano nelle persone i sintomi dell’infezione. Un recente contatto stretto con qualcuno che potrebbe essere affetto da COVID-19 aumenta le probabilità di infezione. I soggetti che temono di poter essere affetti da COVID-19 devono contattare il proprio medico prima dell'arrivo in ospedale affinché possano essere prese le precauzioni appropriate.

Gli esami, come l’analisi mediante reazione a catena della polimerasi (PCR) possono essere eseguiti sulle secrezioni delle vie aeree superiori e inferiori per identificare il virus. Se il test non è disponibile o i sintomi sono lievi, la diagnosi può essere formulata clinicamente senza ulteriori accertamenti.

Prevenzione

Per aiutare a prevenire la trasmissione, i soggetti vengono messi in quarantena (isolati) quando sono stati esposti a soggetti con il virus o se risultano positivi al test per il virus.

Il modo migliore per prevenire l’infezione è evitare l’esposizione a questo virus, il che può essere difficile perché alcune persone infette non sanno di avere il virus. Per cercare di prevenire la diffusione dei virus dell’apparato respiratorio, i CDC raccomandano di eseguire abitualmente le seguenti azioni (vedere Prevention and Treatment sul sito dei CDC):

  • Mantenere la distanza (2 metri circa) tra persone non conviventi (definito “distanziamento sociale”), anche se si indossa una copertura per il viso in tessuto

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, soprattutto dopo essere andati al bagno, prima di mangiare, e dopo essersi soffiati il naso, avere tossito o avere starnutito

  • Utilizzare un disinfettante a base alcolica (almeno il 60% di alcol) se acqua e sapone non sono facilmente reperibili

  • Lavarsi sempre le mani con acqua e sapone se le mani sono visibilmente sporche

  • Evitare di toccare occhi, naso e bocca se non ci si è lavati le mani

  • Evitare il contatto ravvicinato con soggetti malati

  • Rimanere a casa se malati

  • Tossire o starnutire coprendosi naso e bocca con un fazzoletto, quindi gettare il fazzoletto nella spazzatura

  • Indossare una mascherina o una copertura in tessuto per il viso se si è malati e in presenza di altre persone (le coperture per il viso in tessuto possono essere prodotte utilizzando oggetti per la casa o realizzate in casa con materiali comuni [vedere CDC's Use of Cloth Face Coverings to Help Slow the Spread of COVID-19])

  • Indossare una mascherina se ci si prende cura di una persona malata

  • Indossare una copertura per il viso in tessuto se si è sani (non si hanno sintomi) quando ci si trova in ambienti pubblici e quando ci si trova con persone non conviventi, soprattutto quando altre misure di distanziamento sociale sono difficili da mantenere (la copertura per il viso in tessuto non sostituisce il distanziamento sociale)

  • Pulire e disinfettare oggetti e superfici che vengono toccati frequentemente con uno spray o una salvietta normalmente utilizzati per la pulizia della casa

Trattamento

  • Farmaci per alleviare i dolori muscolari e la febbre

  • Talvolta, remdesivir e/o desametasone

Le recenti linee guida dei National Institutes of Health (NIH) hanno raccomandato remdesivir (un farmaco antivirale) e desametasone (un farmaco antinfiammatorio) per soggetti selezionati con malattia grave. Attualmente, non esiste un vaccino per la COVID-19. Molti farmaci e vaccini sono in corso di valutazione nelle sperimentazioni cliniche.

Il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, possono essere somministrati per alleviare febbre e dolori muscolari. Malgrado alcuni timori di carattere aneddotico iniziali, non esistono prove scientifiche che l'uso di FANS peggiori la malattia da COVID-19.

Alcuni soggetti si ammalano così gravemente da dover essere assistiti con la ventilazione meccanica per poter respirare.

Per ulteriori informazioni

Sindrome respiratoria mediorientale (MERS)

La sindrome respiratoria mediorientale (Middle East Respiratory Syndrome, MERS) è un’infezione virale che causa gravi sintomi simili all’influenza.

Il virus responsabile della sindrome respiratoria mediorientale (MERS) è un coronavirus simile a quello che provoca la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Il virus della MERS è stato rilevato per la prima volta in Giordania e in Arabia Saudita nel 2012. Dall’inizio del 2018 vi sono stati 2.200 casi confermati di MERS e 790 decessi. La maggior parte dei casi si è manifestata in Arabia Saudita, dove continuano a registrarsi nuovi casi. Inoltre, vi sono stati casi in Paesi non mediorientali, tra cui Francia, Germania, Italia, Tunisia e Regno Unito; tutte persone che si erano recate in Medio Oriente per un viaggio o per lavoro.

In Corea del Sud si è verificata un’epidemia dovuta ai coronavirus responsabili della MERS nel periodo da maggio a luglio del 2015, dopo il ritorno di un uomo sudcoreano dal Medio Oriente. L’epidemia ha compreso oltre 180 casi e ha determinato 36 decessi. La maggior parte delle trasmissioni da persona a persona si è verificata in strutture sanitarie.

Nel mese di maggio del 2014 sono stati confermati due casi negli Stati Uniti. In entrambi i casi, le persone colpite erano professionisti sanitari tornati di recente dal Golfo Persico. Dopo il mese di maggio del 2014, negli Stati Uniti non vi sono stati altri casi di MERS.

Si sospetta che in molti Paesi (compresi Egitto, Oman, Qatar e Arabia Saudita) la principale fonte di infezione siano i dromedari, ma il modo in cui il virus viene trasmesso all’uomo non è noto.

L’infezione è più comune negli uomini ed è più grave nelle persone anziane e in quelle affette da patologie croniche preesistenti, come il diabete o una malattia cardiaca o renale. L’infezione è stata letale in circa un terzo delle persone infette.

Il virus della MERS si trasmette attraverso il contatto diretto con persone affette dalla malattia o attraverso le goccioline disperse nell’aria con la tosse o gli starnuti da un soggetto infetto. Si ritiene che le persone non siano contagiose finché non manifestano i sintomi. La maggior parte dei casi di trasmissione da persona a persona si sono verificati tra gli operatori sanitari che assistevano le persone infette.

I sintomi solitamente compaiono circa 5 giorni (ma possono comparire in qualunque momento tra i 2 e i 14 giorni) dopo che l’infezione è stata contratta. La maggior parte delle persone presenta febbre, brividi, dolori muscolari e tosse. Circa un terzo lamenta diarrea, vomito e dolore addominale.

Diagnosi

  • Analisi dei liquidi corporei provenienti dalle vie respiratorie

  • Esami del sangue

I medici sospettano la MERS nei soggetti che presentano un’infezione delle vie aeree inferiori e si sono recati o risiedono in un’area dove potrebbero essere stati esposti al virus oppure sono stati a stretto contatto con qualcuno potenzialmente affetto da MERS.

Per formulare la diagnosi di MERS, i medici prelevano un campione di liquidi corporei da differenti punti delle vie aeree in momenti diversi e lo analizzano alla ricerca del virus. Inoltre, vengono eseguiti analisi del sangue per rilevare il virus o gli anticorpi contro il virus. Vengono sottoposte ad analisi del sangue tutte le persone che sono state in stretto contatto con qualcuno potenzialmente affetto da MERS.

Trattamento

  • Farmaci per alleviare i dolori muscolari e la febbre

  • Isolamento

Non esiste un trattamento specifico per la MERS. Per alleviare la febbre e i dolori muscolari, si somministra paracetamolo oppure un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) come l’ibuprofene.

Vengono prese precauzioni per prevenire la diffusione del virus. Ad esempio, il paziente viene isolato in una stanza con sistema di ventilazione che limita la diffusione dei microrganismi nell’aria. Chi entra nella camera deve indossare una mascherina speciale, occhiali protettivi, camice, cuffia e guanti. Le porte della stanza devono restare chiuse, tranne quando qualcuno vi entra o ne esce, e le persone devono entrare e uscire il meno possibile.

Le persone che si recano in viaggio nel Medio Oriente dovrebbero controllare il sito web dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per i consigli di viaggio (vedere WHO World-travel advice on MERS-CoV for pilgrimages [Consigli sul virus MERS-Co durante i viaggi di pellegrinaggio]).

Sindrome respiratoria acuta grave (SARS)

La sindrome respiratoria acuta grave è un’infezione da coronavirus che causa sintomi simili all’influenza.

  • Nessun caso è stato segnalato a livello internazionale dal 2004.

  • I sintomi della SARS assomigliano a quelli di altre infezioni respiratorie virali più comuni (ad esempio febbre, cefalea, brividi e dolori muscolari), ma sono più gravi.

  • I medici sospettano la SARS solo in caso di possibile esposizione a un soggetto infetto.

  • Il soggetto ritenuto affetto da SARS viene isolato in una stanza con sistema di ventilazione che limita la diffusione dei microrganismi nell’aria.

La sindrome respiratoria acuta grave (Severe Acute Respiratory Syndrome, SARS) è stata rilevata per la prima volta in Cina alla fine del 2002. A metà del 2003, si è verificata un’epidemia a livello mondiale che ha causato più di 8.000 casi e più di 800 decessi in tutto il mondo, compresi il Canada e gli Stati Uniti. Nessun caso di SARS risultava segnalato dal 2004 in poi, e si ritiene che la malattia, ma non il virus, sia stata eradicata.

Si è presunto che la fonte immediata fosse costituita da zibetti, mammiferi simili a gatti, che venivano venduti nei mercati di animali vivi come cibo esotico. Come siano stati contagiati gli zibetti non è chiaro, anche se si pensa che i pipistrelli siano l’ospite serbatoio del virus della SARS in natura.

La SARS è causata da un coronavirus. La SARS è molto più grave della maggior parte delle altre infezioni da coronavirus, che generalmente provocano soltanto sintomi simil-influenzali. Tuttavia, la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) è un’altra malattia grave causata da un coronavirus.

La SARS si trasmette da persona a persona attraverso il contatto diretto con persone infette o attraverso le goccioline disperse nell’aria con la tosse o gli starnuti da una persona infetta.

Sintomi

I sintomi della SARS assomigliano a quelli di altre infezioni respiratorie virali più comuni, ma sono più gravi. Comprendono febbre, cefalea, brividi e dolori muscolari, seguiti da tosse secca e, talvolta, da difficoltà di respirazione.

La maggior parte dei pazienti si è ripresa in una o due settimane. Alcuni tuttavia hanno sviluppato gravi difficoltà respiratorie e in circa il 10% dei casi si è verificato il decesso.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Analisi per identificare il virus

La SARS si sospetta soltanto se i soggetti, che potrebbero essere stati esposti a una persona infetta, presentano febbre con tosse o difficoltà di respirazione.

Si possono eseguire delle analisi per identificare il virus.

Trattamento

  • Isolamento

  • Ove necessario, ossigenoterapia

  • A volte, ventilazione artificiale per agevolare la respirazione

Il soggetto ritenuto affetto da SARS viene isolato in una stanza con sistema di ventilazione che limita la diffusione dei microrganismi nell’aria. Nella prima e unica epidemia di SARS, questo isolamento ha impedito la trasmissione del virus e alla fine ha debellato la malattia.

I soggetti che presentano sintomi leggeri non richiedono un trattamento specifico. Quelli con difficoltà respiratoria moderata possono necessitare della somministrazione di ossigeno. I soggetti che presentano estrema difficoltà di respirazione possono necessitare di ventilazione meccanica.

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