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Prolasso rettale

Di

Parswa Ansari

, MD, Hofstra Northwell-Lenox Hill Hospital, New York

Ultima revisione/verifica completa gen 2020| Ultima modifica dei contenuti gen 2020
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Risorse sull’argomento

Il prolasso rettale è una protrusione indolore del retto attraverso l’ano.

  • Spesso si origina da sforzo, ad esempio durante l’evacuazione.

  • La diagnosi si basa sull’esame obiettivo e vari test di diagnostica per immagini e di esplorazione.

  • Il prolasso rettale nei lattanti e nei bambini si risolve generalmente senza intervento chirurgico.

  • Il prolasso rettale negli adulti viene trattato chirurgicamente.

Il retto è la sezione del tratto digerente posto superiormente all’ano in cui si trattengono le feci prima che siano espulse dal corpo umano attraverso l’ano. L’ano è l’apertura posta al termine del tratto digerente, attraverso il quale le feci vengono espulse dal corpo umano. (Vedere anche Panoramica sull’ano e sul retto.)

L’apparato digerente

L’apparato digerente

Il prolasso è lo spostamento di un organo dalla sua normale sede nel corpo. Il prolasso rettale causa un’inversione del retto, in modo tale che la mucosa rettale è visibile all’esterno del corpo come una proiezione, simile a un dito, umida e di color rosso scuro, che fuoriesce dall’ano. Può verificarsi sanguinamento rettale, e spesso perdita incontrollata di feci (incontinenza fecale). Più raramente, il retto protrude nella vagina (rettocele). Questo disturbo provoca dolore solo in caso di complicanze o quando il prolasso è grave.

Un prolasso temporaneo della sola mucosa rettale si verifica spesso in lattanti altrimenti sani, probabilmente per uno sforzo durante l’evacuazione, ma raramente è grave. Negli adulti, un prolasso della mucosa rettale tende a persistere e può peggiorare, determinando la sporgenza di gran parte del retto verso l’esterno.

Un prolasso completo del retto (talvolta definito formalmente procidenza, ma questo termine può indicare qualsiasi prolasso d’organo completo) si verifica più spesso nelle donne di almeno 60 anni di età.

Diagnosi

  • Visita medica

  • Sigmoidoscopia, colonscopia o radiografie con clistere baritato

Per definire l’entità del prolasso, si esamina l’area con il paziente in posizione eretta o a carponi o sotto sforzo. Con l’esplorazione dello sfintere anale con un dito guantato, il medico spesso rileva la riduzione del tono muscolare.

Una sigmoidoscopia, colonscopia o le radiografie con clistere baritato dell’intestino crasso possono rilevare una patologia di base.

Trattamento

  • Eliminazione delle cause di sforzo

  • Per neonati e bambini, fasciare le natiche

  • Per gli adulti, di solito, trattamento chirurgico

Nei neonati e nei bambini, un emolliente fecale riduce lo sforzo legato all’evacuazione. Fasciare le natiche tra un’evacuazione e l’altra contribuisce a far guarire il prolasso.

Negli adulti, l’intervento chirurgico è in genere necessario per la correzione del problema. Nell’intervento eseguito per via addominale (che prende il nome di rettopessi), l’intero retto viene sollevato, spinto all’indietro e attaccato all’osso sacro nel bacino. In un altro tipo di operazione, un segmento del retto viene asportato e il resto è fissato all’osso sacro.

Nei soggetti troppo deboli per sottoporsi a un intervento chirurgico addominale si preferisce un intervento rettale.

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