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Fuga dissociativa

Di

David Spiegel

, MD, Stanford University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mar 2019| Ultima modifica dei contenuti mar 2019
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Nelle fughe dissociative, il soggetto perde alcuni o tutti i ricordi del proprio passato, e si allontana dal suo ambiente abituale, abbandonando la famiglia e il lavoro (etimologicamente “fuga” deriva dal vocabolo latino di significato equivalente).

La fuga dissociativa è una forma di amnesia dissociativa.

e può durare da qualche ora a mesi e, occasionalmente, anche più a lungo. Se la fuga è di breve durata, può sembrare che il soggetto abbia perso alcune ore di lavoro o torni a casa in ritardo, ma se la fuga dura alcuni giorni o più a lungo, il soggetto può allontanarsi molto dalla propria casa, crearsi una nuova identità e iniziare un nuovo lavoro, inconsapevole dei cambiamenti nella propria vita.

Molte fughe sembrano mascherare la realizzazione di un desiderio o l’unico modo consentito di scappare da condizioni di grave sofferenza o imbarazzo. Ad esempio, un funzionario in difficoltà finanziarie abbandona la vita nevrotica e va a vivere come bracciante in campagna.

La fuga dissociativa è spesso scambiata per una malattia simulata (fingere di avere sintomi fisici o psicologici per ottenere un beneficio), poiché entrambe le condizioni offrono al soggetto una scusa per liberarsi dalle sue responsabilità (ad esempio, da un matrimonio indesiderato), nonché per non essere responsabile delle proprie azioni o per ridurre l’esposizione a un rischio noto, come una battaglia. Tuttavia, la fuga dissociativa, a differenza della malattia simulata, si verifica spontaneamente e non è simulata. Il medico di solito riesce a distinguerle perché le simulazioni di una malattia tipicamente esagerano e drammatizzano i sintomi e perché sussistono motivi finanziari, legali o personali evidenti (come ad esempio evitare il lavoro) per simulare la perdita di memoria.

Sintomi

Durante la fuga il soggetto può apparire e comportarsi in modo normale o sembrare solo leggermente confuso, senza attirare alcuna attenzione. Tuttavia, quando la fuga si conclude, il soggetto si ritrova improvvisamente in una nuova situazione, senza alcun ricordo di come ci è arrivato o di cosa abbia fatto. A questo punto, molti si vergognano o sono turbati dal fatto di non saper ricordare ciò che è accaduto e qualcuno ha paura. Se è confuso, può destare l’attenzione delle istituzioni sanitarie o di tutela dell’ordine pubblico.

Dopo che la fuga si è conclusa, molti ricordano la propria identità precedente e la vita che conducevano fino all’insorgenza della fuga. Tuttavia, per altri il recupero della memoria richiede più tempo e si verifica in maniera più graduale, mentre alcuni soggetti non ricordano più parti del proprio passato. Pochissimi non ricordano niente o quasi niente della loro vita precedente per il resto dei loro giorni.

Diagnosi

  • Valutazione medica

Il medico può sospettare una fuga dissociativa quando il soggetto appare confuso circa la sua identità o è perplesso sul suo passato o quando delle verifiche contraddicono la sua nuova identità o evidenziano che non ne ha una.

Talvolta, non si può diagnosticare una fuga dissociativa finché il soggetto non torna improvvisamente alla sua identità pre-fuga e avverte un senso di angoscia nel trovarsi in circostanze non familiari.

Solitamente la diagnosi di fuga dissociativa avviene dopo il fatto, quando il medico esamina la storia del soggetto e raccoglie informazioni che documentano le circostanze precedenti alla fuga, al viaggio e all’inizio della nuova vita.

Trattamento

  • Psicoterapia

  • Talvolta ipnosi o colloqui condotti con l’ausilio di farmaci

Se il soggetto ha avuto episodi di fuga dissociativa, la psicoterapia, talvolta associata a ipnosi o a colloqui condotti con l’ausilio di farmaci (ossia condotti dopo aver somministrato un sedativo per via endovenosa), può essere utilizzata per aiutare il soggetto a ricordare i fatti accaduti durante la fuga. Tuttavia questi tentativi spesso non hanno riscontri positivi.

Ciononostante, il terapista può aiutare il soggetto a esplorare come poter gestire i tipi di situazioni, conflitti ed emozioni che hanno scatenato la fuga, aiutandolo a trovare modi migliori di affrontarli in futuro. Questo approccio aiuta a prevenire la ricorrenza delle fughe.

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