Intolleranza ambientale idiopatica
(sensibilità chimica multipla; malattia ambientale)
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I sintomi possono includere frequenza cardiaca accelerata, dolore toracico, sudorazione, respiro affannoso, astenia, vampate e vertigini.
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Alcuni esami consentono di escludere disturbi allergici che potrebbero causare sintomi simili.
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Il trattamento può includere psicoterapia, astensione da certe sostanze o entrambe le cose.
L’intolleranza ambientale idiopatica viene solitamente definita come sviluppo di svariati sintomi attribuiti all’esposizione a qualsiasi numero di sostanze chimiche identificabili o non identificabili (inalate, toccate o ingerite) in un soggetto non affetto da alcuna disfunzione organica rilevabile o dalle relative anomalie fisiche.
L’intolleranza ambientale idiopatica è più comune nelle donne che negli uomini. Inoltre, il 40% dei soggetti affetti da sindrome da stanchezza cronica (detta anche malattia sistemica da intolleranza allo sforzo o encefalomielite mialgica) e il 16% dei soggetti con fibromialgia è affetto anche da intolleranza ambientale idiopatica.
Alcuni medici ritengono che l’intolleranza ambientale idiopatica abbia cause psicologiche, probabilmente un tipo di disturbo con sintomi somatici o un disturbo d’ansia simile all’agorafobia (paura degli spazi pubblici) oppure un attacco di panico. Altri ritengono che possa essere un tipo di reazione allergica. A supporto dell’ipotesi di reazione allergica in alcuni soggetti, si possono verificare (sebbene raramente) diverse alterazioni del sistema immunitario. Tuttavia, non esiste alcun quadro coerente di tali alterazioni tra i soggetti affetti da questa sindrome e la causa rimane ancora sconosciuta.
Sintomi
Alcuni soggetti manifestano l’insorgenza dei sintomi dopo una singola esposizione ad alti livelli di varie sostanze tossiche, e spesso si attribuiscono i sintomi all’esposizione a tali sostanze, anche se di solito non esistono prove certe.
I sintomi possono includere frequenza cardiaca accelerata, dolore toracico, sudorazione, respiro affannoso, astenia, vampate, vertigini, nausea, soffocamento, tremore, intorpidimento, tosse, raucedine e difficoltà di concentrazione.
Diagnosi
Si sospetta una diagnosi di intolleranza ambientale idiopatica se i sintomi:
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si ripresentano dopo l’esposizione ripetuta alla sostanza chimica;
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si ripresentano dopo un’esposizione a livelli decisamente inferiori a quelli precedentemente tollerati o comunemente tollerati da altri;
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si riducono quando il soggetto si allontana dall’ambiente responsabile;
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si sviluppano in risposta a un’ampia gamma di sostanze chimiche non correlate fra loro.
Se i sintomi di un soggetto suggeriscono un’intolleranza ambientale idiopatica, i medici cercano di identificarne le possibili cause, compresi altri disturbi. Per esempio, i sintomi possono essere causati da malattie connesse agli edifici (come la sindrome da edificio malato), a disturbi allergici, ad alcune malattie autoimmuni o a disturbi psicologici. A seconda dei sintomi del soggetto e degli esiti dell’esame obiettivo, può essere utile effettuare ulteriori esami o valutazioni. Per esempio, si può ricorrere a esami del sangue e prick test per diagnosticare eventuali disturbi allergici o, qualora sembri plausibile una forma di depressione o ansia, può essere utile ricorrere alla valutazione da parte di uno psichiatra.
Trattamento
I soggetti possono cercare di evitare le sostanze tossiche ritenute responsabili dei loro sintomi. Tuttavia l’astensione può essere difficile, perché molte di queste sostanze sono diffuse nell’ambiente. Inoltre, le sostanze da evitare potrebbero non essere la vera causa dei sintomi, pertanto astenersene potrebbe essere inefficace. Le persone interessate dovrebbero evitare un eccessivo isolamento sociale. Talvolta può essere utile la psicoterapia. L’obiettivo della psicoterapia non è di convincere il soggetto che la causa dell’intolleranza ambientale idiopatica è psicologica, quanto di aiutarlo ad affrontare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
