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Ginkgo

Di

Laura Shane-McWhorter

, PharmD, University of Utah College of Pharmacy

Ultima revisione/verifica completa lug 2020| Ultima modifica dei contenuti lug 2020
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Il ginkgo viene estratto dalle foglie dell’albero di ginkgo (comunemente piantato per scopi ornamentali). Le foglie contengono numerose sostanze biologicamente attive, come i ginkgolidi e i flavonoidi. Il ginkgo è uno degli integratori fitoterapici più comunemente utilizzati.

Il frutto del ginkgo non viene utilizzato nei prodotti a base di ginkgo a causa dell’odore sgradevole. Il contatto con la polpa del frutto, che può essere presente sotto le piante femminili di ginkgo, può causare una grave infiammazione cutanea (dermatite). I semi del frutto sono tossici e possono causare convulsioni e, in grandi quantità, la morte.

Presunti effetti medicinali

Il ginkgo riduce la normale tendenza alla coagulazione delle particelle nel sangue che aiutano ad arrestare il sanguinamento (piastrine), dilata i vasi sanguigni (migliorando così il flusso sanguigno) e riduce l’infiammazione. Il ginkgo viene assunto per molti motivi, come il miglioramento del flusso sanguigno nelle gambe di soggetti affetti da malattia vascolare aterosclerotica delle gambe (arteriopatia periferica) e il trattamento della demenza (come nella malattia di Alzheimer). Studi scientifici dimostrano che il ginkgo produce effetti benefici nei soggetti affetti da malattia arteriosa periferica, anche se si tratta di benefici lievi, come aumentare la distanza percorsa a piedi dai soggetti colpiti senza avvertire dolore. Dei maggiori benefici per i soggetti affetti da demenza sembrano essere improbabili stando agli esiti di un’ampia sperimentazione clinica. Nell’ambito di tale sperimentazione clinica, il ginkgo non ha dimostrato la propria efficacia nel ridurre lo sviluppo della demenza e della malattia di Alzheimer nei soggetti anziani. Tuttavia, altri studi indicano che il ginkgo, se assunto in quantità sufficienti e per più di 5 mesi, può temporaneamente stabilizzare la funzione mentale e sociale nei soggetti con demenza lieve o moderata.

Gli studi mostrano che il ginkgo può aiutare a rallentare la degenerazione maculare correlata all’età, che è una patologia oculare. Evidenze precedenti hanno mostrato che il ginkgo è stato utile per alleviare il ronzio nelle orecchie (tinnito), ma informazioni più recenti indicano che non aiuta le persone il cui problema principale sono gli acufeni. In alcuni soggetti il ginkgo può prevenire il mal di montagna. Il ginkgo può prevenire il danno renale provocato dalla ciclosporina, che sopprime il sistema immunitario.

Nuove evidenze segnalano il beneficio del ginkgo nel trattamento di diabete di tipo 2. Se combinato con la metformina, il ginkgo ha significativamente ridotto la glicemia a digiuno e l’HbA1c.

Possibili effetti collaterali

Possono manifestarsi nausea, disturbi digestivi, cefalea, vertigini e palpitazioni.

Possibili interazioni farmacologiche

Il ginkgo può interagire con i farmaci per la prevenzione delle trombosi, l’aspirina e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Il ginkgo può ridurre inoltre l’efficacia dei farmaci anticonvulsivanti.

Ulteriori informazioni

Di seguito viene indicata una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si tenga presente che IL MANUALE non è responsabile dei contenuti di tale risorsa.

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