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Cadute nelle persone anziane

Di

Laurence Z. Rubenstein

, MD, MPH, University of Oklahoma College of Medicine

Ultima modifica dei contenuti apr 2019
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Una caduta è definita come un evento in cui un individuo viene a trovarsi sul pavimento o su un'altra superficie situata a un livello inferiore; la caduta, a volte, può essere interrotta da un oggetto su cui una parte del corpo va a scontrarsi. In genere, non sono considerate cadute gli eventi causati da patologie acute (p. es., l'ictus e le convulsioni) o da ostacoli presenti nell'ambiente (p. es., una collisione con un oggetto in movimento).

Ogni anno, va incontro a caduta circa il 30-40% degli anziani che vive nel proprio domicilio; nelle residenze assistite invece cade il 50% dei pazienti. Negli Stati Uniti, le cadute sono la prima causa di morte accidentale e la 7a causa di decessi nelle persone d'età 65 anni. Nel 2017, ci sono stati 31.190 morti per caduta nelle persone 65 contro 5.148 nei giovani; così l'85% dei decessi causati da cadute si verifica nel 13% della popolazione che è 65 (1). Inoltre, le cadute sono state responsabili di oltre 3 milioni di visite al pronto soccorso nelle persone anziane. Le spese mediche a Medicare solo per le lesioni da caduta erano $31 miliardi nel 2015 e saranno sicuramente in aumento (2).

Le cadute possono compromettere l'indipendenza degli anziani e causare una serie di conseguenze individuali e socio-economiche. Tuttavia, i medici spesso sottovalutano le cadute, salvo che i pazienti si presentino per un infortunio, in quanto l'anamnesi e l'esame obiettivo di solito non comprendono una valutazione specifica. Molti pazienti anziani sono restii a riferire la caduta perché considerano cadere come una parte del processo d'invecchiamento, oppure perché temono di essere limitati nelle loro attività o ricoverati.

Riferimenti

Eziologia

Il miglior fattore predittivo di caduta è una caduta precedente. Tuttavia, nelle persone anziane raramente si individua una singola causa o fattore di rischio. Una caduta è in genere causata da una complessa interazione tra:

  • Fattori intrinseci (declino funzionale età-correlato, patologie, reazioni avverse farmacologiche)

  • Fattori estrinseci (pericoli ambientali)

  • Fattori situazionali (legati all'attività in corso, p. es., correre in bagno)

Fattori intrinseci

I cambiamenti legati all'età possono compromettere i sistemi coinvolti nel mantenere equilibrio e stabilità (p. es., durante la stazione eretta, la deambulazione o la posizione seduta) ed aumentare il rischio di cadute. Si verifica il declino dell'acuità visiva, della sensibilità al contrasto, della percezione della profondità e dell'adattamento al buio. I cambiamenti nei pattern di attivazione muscolare e nella capacità di generare velocità e potenza muscolare sufficiente possono compromettere il mantenimento o il recupero dell'equilibrio in risposta alle perturbazioni (p. es., quando si sale su una superficie irregolare o si subisce un urto). In realtà, la debolezza muscolare di qualsiasi tipo è un predittore significativo delle cadute.

Le malattie croniche e acute (vedi tabella Principali disturbi che contribuiscono al rischio di cadute) e l'uso di farmaci (vedi tabella Principali farmaci che contribuiscono al rischio di cadute) sono i principali fattori di rischio per le cadute. Il rischio di cadute aumenta con l'aumentare del numero di farmaci presi. I farmaci psicotropi sono quelli più comunemente associati al rischio di caduta e lesioni da caduta.

Fattori estrinseci

I fattori ambientali possono aumentare il rischio di caduta in maniera indipendente o, in genere, interagendo con i fattori intrinseci. Il rischio è più alto quando l'ambiente richiede un maggiore controllo della postura e della mobilità (p. es., quando si cammina su una superficie scivolosa) e quando l'ambiente non è familiare (p. es., quando ci si è trasferiti in una nuova casa).

Fattori situazionali

Alcune attività o decisioni possono aumentare il rischio di cadere e gli infortuni secondari a caduta. Esempi sono deambulare mentre si parla o si è distratti da più attività e quindi non fare attenzione a pericoli ambientali (p. es., un marciapiede o un gradino), correre al bagno (soprattutto di notte quando non si è ben svegli o l'illuminazione è insufficiente), e affrettarsi per rispondere al telefono.

Complicanze

Le cadute, in particolare se recidivanti, aumentano il rischio di lesioni, ospedalizzazione e decesso, soprattutto nelle persone anziane fragili, che hanno comorbilità preesistenti (p. es., osteoporosi) e deficit nell'esecuzione delle attività di vita quotidiana (p. es., incontinenza). Le complicanze a lungo termine possono comprendere una riduzione della funzione fisica, la fobia di cadere e l'istituzionalizzazione. Le cadute contribuiscono presumibilmente a > 40% delle istituzionalizzazioni degli anziani.

Oltre il 50% delle cadute negli anziani è causa di una lesione. Sebbene la maggior parte delle lesioni non sia grave (p. es., contusioni, abrasioni), gli infortuni da caduta rappresentano circa il 5% dei ricoveri nei pazienti 65 anni. Circa il 5% delle cadute determina fratture di omero, polso, o bacino. Circa il 2% delle cadute è causa di frattura dell'anca. Altre lesioni gravi (p. es., traumi cranici o di organi interni, lacerazioni) si possono verificare nel 10% circa delle cadute. Alcuni infortuni da caduta sono fatali. Circa il 5% degli anziani con frattura dell'anca muore durante il ricovero in ospedale. La mortalità globale durante i 12 mesi successivi dopo una frattura dell'anca varia tra il 18 e il 33%.

Circa la metà degli anziani che cade non riesce ad alzarsi senza aiuto. La permanenza sul pavimento per > 2 h dopo una caduta aumenta il rischio di disidratazione, ulcere da pressione, rabdomiolisi, ipotermia, e polmonite.

La funzione fisica e la qualità di vita possono deteriorarsi drasticamente dopo una caduta; almeno il 50% degli anziani in grado di deambulare prima della frattura dell'anca non riesce a recuperare la precedente capacità di movimento. Dopo una caduta, le persone anziane possono avere paura di cadere di nuovo, per cui la mobilità è a volte ridotta per via della perdita di fiducia. Alcuni soggetti arrivano a evitare determinate attività (p. es., fare la spesa, fare le pulizie) a causa di tale timore. La ridotta attività può aumentare la rigidità articolare e la debolezza muscolare, riducendo ulteriormente la mobilità.

Tabella
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Principali disturbi che contribuiscono al rischio di cadute

Compromissione funzionale

Patologia

Regolazione della pressione arteriosa

Anemia

Aritmie

Ipersensibilità cardioinibitoria del seno carotideo

Broncopneumopatia cronica ostruttiva

Disidratazione

Infezioni (p. es., polmonite, sepsi)

Disturbi metabolici (p. es., diabete, disturbi della tiroide, ipoglicemia, stati iperosmolari)

Inibizione neurocardiogena dopo la minzione

Ipotensione posturale

Ipotensione postprandiale

Valvulopatie cardiache

Elaborazione centrale

Delirium

Demenza

Ictus

Deambulazione

Artrite

Deformità del piede

Debolezza muscolare

Postura e funzione neuromotoria

Degenerazione cerebellare

Mielopatia (p. es., a causa di spondilosi cervicale o lombare)

Morbo di Parkinson

Neuropatia periferica

Ictus

Insufficienza vertebrobasilare

Propriocezione

Neuropatia periferica (p. es., a causa di diabete mellito)

Deficit di vitamina B12

Funzioni vestibolo-cocleari

Labirintite acuta

Vertigine parossistica posizionale benigna

Perdita dell'udito

Malattia di Ménière

Vista

Cataratta

Glaucoma

Degenerazione maculare correlata all'età

Tabella
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Principali farmaci che contribuiscono al rischio di cadute

Farmaci

Meccanismo

Aminoglicosidi

Danno vestibolare diretto

Analgesici (specialmente oppiacei)

Riduzione della vigilanza o ritardo nell'elaborazione centrale

Antiaritmici

Riduzione della perfusione cerebrale

Anticolinergici

Confusione/delirium

Antipertensivi (specialmente vasodilatatori)

Riduzione della perfusione cerebrale

Antipsicotici

Sindromi extrapiramidali, altri effetti antiadrenergici, ridotto stato di coscienza o lentezza nell'elaborazione centrale

Diuretici (specialmente quando i pazienti sono disidratati)

Riduzione della perfusione cerebrale

Diuretici dell'ansa (ad alte dosi)

Danno vestibolare diretto

Farmaci psicotropi (specialmente antidepressivi, antipsicotici e benzodiazepine)

Riduzione della vigilanza o ritardo nell'elaborazione centrale

Valutazione

  • Valutazione clinica

  • Prove fisiche

  • Talvolta analisi di laboratorio

Dopo il trattamento delle lesioni acute, la valutazione si propone di individuare i fattori di rischio e gli interventi appropriati, riducendo così il rischio di cadute future e di lesioni da caduta (1, 2).

Alcune cadute sono subito riconosciute per via di un'evidente lesione secondaria o per il sospetto di una possibile lesione. Poiché il paziente anziano spesso non riferisce spontaneamente se è caduto, bisognerebbe indagare con domande specifiche riguardo alla caduta o ai problemi di mobilità almeno 1 volta/anno.

I pazienti che riferiscono una singola caduta devono essere valutati per problemi di equilibrio o andatura con il test di base Get-Up-and-Go di base. Nel corso del test, i pazienti sono osservati mentre si alzano da una poltrona standard, camminano per 3 m in linea retta, ruotano, tornano indietro verso la sedia e si risiedono. È possibile osservare una ridotta forza agli arti inferiori, uno squilibrio in piedi o seduti, o un'andatura instabile. A volte l'esame è temporizzato. Un tempo > 12 secondi indica un significativo aumento del rischio di cadute.

I pazienti che necessitano di una valutazione più completa dei fattori di rischio per le cadute sono

  • Coloro che hanno difficoltà durante il test Get-Up-and-Go

  • Coloro che allo screening riferiscono cadute multiple

  • Coloro che sono in fase di valutazione dopo una caduta recente (dopo che le lesioni acute sono identificate e trattate)

Anamnesi ed esame obiettivo

Quando è necessaria una valutazione più completa del rischio, l'obiettivo è l'identificazione dei fattori intrinseci, estrinseci e situazionali modificabili con interventi mirati.

Inizialmente si pongono ai pazienti domande aperte riguardo alla caduta o alle cadute più recenti, seguite da domande più specifiche su quando e dove si sono verificate, e che cosa stavano facendo nel momento in cui si sono verificate. Ai testimoni sono poste le stesse domande. Deve essere chiesto se erano presenti sintomi premonitori o associati (p. es., palpitazioni, dispnea, dolore toracico, vertigine o capogiro) e se c'è stata una perdita di coscienza. Si deve chiedere poi se tutti i fattori evidenti estrinseci o situazionali possano avere avuto un ruolo. L'anamnesi deve comprendere domande sui problemi di salute precedenti e attuali, sulla somministrazione di farmaci con prescrizione e da banco, e sull'uso di alcol. Poiché non è possibile eliminare ogni rischio di caduta, ai pazienti deve essere chiesto se sono stati in grado di rialzarsi senza aiuto dopo essere caduti e se si sono verificate lesioni; l'obiettivo è di ridurre il rischio di complicanze causate da cadute successive.

L'esame obiettivo deve essere abbastanza completo per escludere cause intrinseche evidenti. Se la caduta si è verificata di recente, deve essere misurata la temperatura corporea per determinare se la febbre sia stata un fattore causale. Devono essere valutati frequenza cardiaca e ritmo per escludere un'evidente bradicardia, una tachicardia a riposo, o un ritmo irregolare. La pressione arteriosa va misurata in posizione supina e successivamente in piedi, al 1o e al 3o min di ortostatismo, per escludere un'ipotensione ortostatica. L'auscultazione permette di rilevare molti tipi di valvulopatie cardiache. L'acuità visiva deve essere valutata su pazienti con indosso le abituali lenti correttive, se necessarie. L'evidenza di anomalie dell'acuità visiva richiede un esame della vista più dettagliato eseguito da un optometrista o da un oculista. Vanno valutati il collo, la colonna e le estremità (specialmente gambe e piedi) per individuare riduzione di forza, deformità, dolori e limitazioni della mobilità.

Deve essere eseguito un esame neurologico approfondito; un esame neurologico completo comprende la valutazione della forza e del tono muscolare, della sensibilità (compresa quella propriocettiva), della coordinazione (compresa la funzione cerebellare), della stazione eretta e della deambulazione. Il controllo posturale di base e i sistemi propriocettivo e vestibolare si valutano con il test di Romberg (in cui i pazienti stanno in posizione eretta con i piedi ravvicinati e gli occhi entrambi aperti e chiusi). I test avanzati per valutare l'equilibrio comprendono lo stare eretti su un piede solo e il "Tandem-gait test". Se i pazienti sono in grado di stare in equilibrio su un piede per 10 secondi con gli occhi aperti e sono in grado di camminare su una linea retta posizionando a ogni passo il tallone a contatto con la punta del piede (tandem-gait test) su un percorso di 3 m, il deficit intrinseco nel controllo della postura è verosimilmente minimo. I medici devono valutare la funzione vestibolare (p. es., con la manovra di Dix-Hallpike, vedi Nystagmo), e lo stato mentale.

Test delle prestazioni

Il "Performance-Oriented Assessment of Mobility" o il "Timed-up-and-Go test" sono in grado di identificare problemi di equilibrio e stabilità durante la deambulazione e altri movimenti che possono indicare un aumento del rischio di cadute. Questi test sono particolarmente utili se il paziente ha avuto difficoltà a fare il test di base Get-Up-and-Go.

Esami di laboratorio

Non esiste una valutazione diagnostica standard. Il test deve essere basato su anamnesi ed esame obiettivo e aiuta a regolare varie cause:

  • Un emocromo con formula per anemia o leucocitosi

  • Misurazione del glucosio nel sangue per ipoglicemia o iperglicemia

  • Misura dell'elettrolita per disidratazione

Esami come ECG, monitoraggio cardiaco ambulatoriale, dosaggio degli enzimi cardiaci ed ecocardiogramma sono indicati soltanto quando si sospetti una causa cardiaca. Il massaggio carotideo in condizioni controllate (via d'accesso EV e monitoraggio cardiaco) è stato proposto per determinare l'ipersensibilità del seno carotideo e infine individuare chi potrebbe rispondere al trattamento con pacemaker. RX della colonna, TC o RM del cranio sono indicate soltanto quando l'anamnesi e l'esame obiettivo evidenziano nuovi disturbi neurologici.

Riferimenti di valutazione

Prevenzione

L'obiettivo deve essere quello di prevenire o ridurre il numero di cadute, lesioni da caduta e complicanze salvaguardando quanto più possibile l'autonomia e l'indipendenza del paziente. In sede di esame fisico o del benessere periodici, i pazienti devono essere interrogati riguardo alle cadute nel corso dell'anno passato e in merito alla difficoltà di equilibrio o alla deambulazione (1, 2).

Ai pazienti che riferiscono una singola caduta e che non hanno problemi di equilibrio o di andatura sul test Get-Up-and-Go o su un altro test simile devono essere date informazioni di carattere generale su come ridurre il rischio di cadute. Deve essere spiegato come utilizzare i farmaci in modo corretto e come ridurre i rischi ambientali (vedi tabella Checklist per valutazione domiciliare).

I pazienti che riferiscono più di una caduta o di un problema di equilibrio o di deambulazione devono ricevere una valutazione della caduta per identificare i fattori di rischio e le possibilità di un rischio minore.

Tabella
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Checklist per valutazione domiciliare di pericoli che aumentano il rischio di caduta

Localizzazione

Pericolo

Correzione

Motivazione

Ambiente domestico in generale

Illuminazione

Troppo tenue

Fornire buona illuminazione in tutti gli ambienti

Migliora l'acuità visiva e la sensibilità al contrasto

Troppo diretta, determina abbagliamento

Ridurre l'abbagliamento con luce distribuita uniformemente, illuminazione indiretta, o schermi semitrasparenti

Migliora l'acuità visiva e la sensibilità al contrasto

Interruttori della luce non raggiungibili

Fornire luci notturne o lampade attivate al contatto

Installare interruttori che siano immediatamente accessibili all'ingresso della camera o sensori che attivano l'illuminazione al movimento

Riduce il rischio di inciampare o sbattere contro ostacoli non visibili in una stanza buia

Tappeti, zerbini, linoleum

Danneggiati

Riparare o sostituire i tappeti danneggiati

Riduce il rischio di inciampare e scivolare, soprattutto per le persone che hanno difficoltà nel compiere il passo

Scivolosi

Adoperare tappeti con fondo anti-scivolo

Riduce il rischio di inciampare

Bordi arricciati

Fissare con puntine o nastro adesivo tappeti o linoleum per evitare le deformazioni

Sostituire tappeti o linoleum

Riduce il rischio di inciampare

Sedie, tavoli, altri mobili

Instabili

Usare mobili abbastanza stabili da sostenere il peso di un individuo che si poggia sul bordo del tavolo o sui braccioli e schienali delle sedie

Non utilizzare sedie con rotelle o girevoli

Riparare le gambe di mobili instabili

Aumenta il sostegno per le persone con disturbi dell'equilibrio e aiuta negli spostamenti

Sedie senza braccioli

Adoperare sedie con braccioli che si prolungano in avanti abbastanza per fare leva quando ci si alza o ci si siede

Aiuta le persone con debolezza muscolare prossimale e aiuta negli spostamenti

Vie di passaggio ostruite

Disporre i mobili in modo da non bloccare le vie di passaggio

Rimuovere gli ingombri dai corridoi

Riduce il rischio di inciampare o sbattere contro gli ostacoli, rendendo gli spostamenti in casa più semplici e sicuri, soprattutto per le persone con compromissione della visione periferica

Fili e cordoni

Esposti nelle vie di passaggio

Fissare i cavi al di sopra del pavimento o farli passare sotto i rivestimenti del pavimento

Riduce il rischio di inciampare

Cucina

Pensili, mensole

Troppo in alto

Tenere utensili d'uso frequente a portata di mano

Installare mensole e pensili a un'altezza accessibile

Riduce il rischio di cadute dovute di frequente al raggiungimento delle sedie o al salire le scale

Pavimenti

Bagnato o cerato

Porre un tappeto di gomma sul pavimento nella zona del lavandino

Indossare scarpe con la suola di gomma in cucina

Utilizzare cera antiscivolo

Riduce il rischio di scivolamento, specialmente negli individui affetti da un disturbo dell'andatura

Bagno

Vasca o doccia

Pavimento della vasca o della doccia scivoloso

Installare strisce anti-scivolo o tappeti di gomma

Utilizzare scarpe per doccia o un sedile da vasca da bagno (un sedile da vasca consente alle persone con disturbi dell'equilibrio di sedersi mentre si lavano)

Riduce il rischio di scivolare sul pavimento bagnato della vasca o della doccia

Necessità di utilizzare il bordo della vasca per il supporto o il trasferimento

Installare maniglioni nella doccia

Installare una maniglia o barra di sicurezza portatile sul bordo della vasca

Ricordarsi di portare la maniglia di sicurezza in viaggio

Aiuta negli spostamenti

Porta-asciugamani, lavandini

Instabili come supporto mentre ci si sposta dal gabinetto, dalla vasca o dalla doccia

Fissare barre d'appoggio alla parete

Aiuta negli spostamenti

Sedile del water

Troppo basso

Usare un sedile del water alto

Agevola gli spostamenti da e verso il gabinetto

Porte

Serrature

Rimuovere la serratura dalla porta del bagno oppure usare serrature che si possono aprire da entrambi i lati della porta

Consente ad altre persone di entrare se qualcuno cade

Scale

Altezza

Altezza eccessiva dei gradini

Correggere l'altezza del gradino a < 15 cm

Riduce il rischio di strappi, specialmente negli individui affetti da un disturbo dell'andatura

Corrimano

Mancante

Installare e ancorare bene su entrambi i lati della scalinata

Usare corrimano cilindrici posizionati a 2,5-5 cm dalla parete

Forniscono supporto e consentono di afferrare il corrimano con entrambe le mani

Troppo corto e non chiaro come termina

Estenderlo oltre il primo e l'ultimo gradino e farlo terminare verso l'interno

Segnala che è stato raggiunto il primo o l'ultimo gradino

Configurazione

Troppo ripida o troppo lunga

Installare atterraggi sulle scale quando possibile o selezionare un residence con una scala con atterraggio

Fornisce una sosta, soprattutto per le persone con disturbi cardiaci o polmonari

Condizione

Scivolose

Adoperare un fondo anti-scivolo su ogni gradino

Impedisce di scivolare

Illuminazione

Inadeguata

Installare un'illuminazione adeguata sia all'inizio che alla fine della scalinata

Usare luci notturne o nastro adesivo colorato per evidenziare chiaramente i gradini

Evidenzia i gradini, specialmente per individui con riduzione del visus

Terapia fisica ed esercizio fisico

I pazienti che sono caduti più di 1 volta o che hanno problemi durante le prove iniziali di deambulazione ed equilibrio devono essere indirizzati alla fisioterapia o a un programma di esercizio fisico. Programmi di esercizio fisico e fisioterapia possono essere effettuati in casa se i pazienti hanno una mobilità limitata.

I fisioterapisti personalizzano i programmi di esercizi per migliorare equilibrio e andatura e per correggere problemi specifici che contribuiscono a diminuire il rischio.

Anche programmi di esercizio fisico più generici, nell'ambito di servizio sanitario o comunità, possono migliorare l'equilibrio e l'andatura. Per esempio, il Tai Chi può essere efficace e può essere effettuato da soli o in gruppo. I programmi di esercizio più efficaci per ridurre il rischio di caduta sono quelli che

  • Sono adeguati al deficit del paziente

  • Sono forniti da un professionista qualificato

  • Hanno un componente di sfida dell'equilibrio sufficiente

  • Sono previsti nel lungo termine (p. es., ≥ 4 mesi)

Molti centri cittadini per anziani, YMCAs, o altri centri di benessere offrono corsi di ginnastica gratuiti o di gruppo a basso costo su misura per gli anziani, e questi corsi possono migliorare l'accessibilità e l'adesione. I risparmi delle spese diminuite correlate a caduta superano i costi di questi programmi (3).

Dispositivi di assistenza

Alcuni pazienti traggono beneficio dall'uso di un ausilio (p. es., bastone, girello). I bastoni possono essere adeguati in caso di pazienti con minimo deficit unilaterale della muscolatura o delle articolazioni, ma i deambulatori, in particolare quelli con ruote, sono più adatti per i pazienti con aumentato rischio di cadute attribuibile a un deficit di entrambi gli arti inferiori o a disturbi della coordinazione (i deambulatori con ruote possono essere pericolosi per i pazienti che non riescono a controllarli adeguatamente). I fisioterapisti possono aiutare nella scelta del modello e delle dimensioni dell'ausilio e insegnare ai pazienti come usarlo.

Gestione medica

I farmaci che possono aumentare il rischio di cadute devono essere sospesi, o il dosaggio deve essere regolato per la minima dose efficace (vedi tabella Principali farmaci che contribuiscono al rischio di cadute). I pazienti devono essere valutati per l'osteoporosi e, se la diagnosi è confermata, trattati per ridurre il rischio di fratture in caso di cadute successive.

Qualora sia identificato come fattore di rischio qualunque altro disturbo specifico, sono necessari interventi mirati. Per esempio, i farmaci e la fisioterapia possono ridurre il rischio per i pazienti con morbo di Parkinson. Il controllo del dolore, la fisioterapia e, a volte, l'intervento chirurgico di sostituzione articolare possono ridurre il rischio per i pazienti con artrite. Un cambiamento di lenti adeguato (lenti singole piuttosto che bifocali o trifocali) o interventi chirurgici, in particolare per la rimozione della cataratta, possono aiutare i pazienti con deficit visivo.

Gestione ambientale

La correzione dei rischi ambientali domestici può ridurre il rischio di cadute (vedi tabella Checklist per valutazione domiciliare). I pazienti devono anche essere informati su come ridurre il rischio secondario a fattori situazionali. Per esempio, le calzature devono avere tacchi bassi, un piccolo supporto alla caviglia e suole stabili e antiscivolo. Molti pazienti con mobilità cronicamente limitata (p. es., causata da una grave artrite o una paresi) beneficiano di strategie combinate mediche, riabilitative, e ambientali. Adattamenti alla sedia a rotelle (p. es., pedane rimovibili per ridurre il pericolo di inciampare durante i trasferimenti, barre anti-ribaltamento per evitare il ribaltamento all'indietro), cinture rimovibili, e sedili a cuneo possono prevenire le cadute nei pazienti con scarso equilibrio da seduti o grave debolezza quando sono seduti o nel trasferimento.

Il contenimento può determinare un maggior numero di cadute e altre complicanze, e non deve essere in genere usato. La sorveglianza da parte di un caregiver (la persona che assiste il paziente) è il metodo più efficace e sicuro. Possono essere adoperati anche i sensori di movimento, ma richiedono che sia presente il caregiver per rispondere prontamente al segnale.

I protettori dell'anca (imbottitura cucita in indumenti intimi speciali) hanno dimostrato di ridurre le fratture dell'anca nei pazienti ad alto rischio nelle strutture infermieristiche, ma sono meno efficaci nelle persone anziane che vivono in comunità. Inoltre, molti pazienti sono riluttanti a indossare indefinitamente i protettori. Una pavimentazione idonea (p. es., in gomma) può contribuire a ridurre l'impatto, ma un pavimento che sia troppo morbido (p. es., schiuma morbida) potrebbe destabilizzare i pazienti.

Ai pazienti bisogna anche spiegare cosa fare se cadono e non riescono a rialzarsi. Alcune tecniche utili comprendono girarsi dalla posizione supina a quella prona, poggiarsi su mani e ginocchia, gattonare fino a raggiungere una superficie solida e tirarsi su. I contatti frequenti con familiari e conoscenti, il telefono a portata di mano, un allarme telecomandato, o un dispositivo indossabile per attivare un sistema per le emergenze possono ridurre le probabilità di rimanere a terra per lungo tempo dopo la caduta.

Riferimenti di prevenzione

Per ulteriori informazioni

Punti chiave

  • Annualmente, va incontro a caduta circa il 30-40% degli anziani che vive nel proprio domicilio e nelle residenze assistite invece cade il 50% dei pazienti.

  • Le cadute contribuiscono a > 40% delle ammissioni in casa di cura e sono la 7a causa di morte nelle persone 65 anni.

  • Le cause sono multifattoriali e comprendono il declino funzionale correlato all'età e alla malattia, i rischi ambientali, i reazioni avverse ai farmaci.

  • Valutare il paziente per fattori predisponenti e valutare la casa per i pericoli.

  • Per quanto possibile, trattare i disturbi causali, modificare o interrompere i farmaci causali e correggere i rischi ambientali.

  • I pazienti che sono caduti più di 1 volta o che hanno problemi durante le prove di deambulazione ed equilibrio possono trarre benefici dalla fisioterapia o da un programma di esercizio fisico.

  • Insegnare le tecniche per scendere dal pavimento e prendere in considerazione l'uso di un dispositivo di risposta alle emergenze indossabile.

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