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Perdita dell'udito

Di

Lawrence R. Lustig

, MD, Columbia University Medical Center and New York Presbyterian Hospital

Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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In tutto il mondo, circa mezzo miliardo di persone (quasi l'8% della popolazione mondiale) ha una perdita uditiva (1). Più del 10% delle persone negli Stati Uniti ha un certo grado di perdita dell'udito che compromette la loro comunicazione quotidiana, il che lo rende il disturbo sensoriale più frequente. Circa 1/800-1/1000 neonati nascono con una perdita dell'udito da grave a profonda. Un numero da 2 a 3 volte maggiore nasce con perdite dell'udito minori. Durante l'infanzia, altri 2-3/1000 bambini acquisiscono un'ipoacusia da moderata a grave. Gli adolescenti sono a rischio a causa di un'eccessiva esposizione al rumore, a traumi cranici, o a entrambi. Gli anziani di solito sviluppano una progressiva diminuzione dell'udito (presbiacusia), che è direttamente legata a una combinazione di invecchiamento, esposizione al rumore e fattori genetici. Si stima che circa 30 milioni di persone negli Stati Uniti siano esposte a livelli di rumore dannosi su base giornaliera.

I deficit uditivi nella prima infanzia possono determinare difetti permanenti delle competenze recettive ed espressive del linguaggio. La gravità della disabilità è determinata dalla

  • Età in cui si è verificata la perdita di udito

  • Natura della perdita (la sua durata, le frequenze colpite, e il grado)

  • Suscettibilità del singolo bambino (p. es., coesistenti disturbi della vista, ritardo mentale, deficit primari del linguaggio, inadeguato contesto linguistico)

I bambini che presentano altri deficit sensitivi, linguistici o cognitivi sono colpiti più gravemente.

Riferimento generale

Fisiopatologia

Le ipoacusie possono essere classificate come trasmissive o conduttive, neurosensoriali o di entrambi i generi (ipoacusie miste).

Le ipoacusie trasmissive compaiono secondariamente a lesioni del canale uditivo esterno, della membrana timpanica o dell'orecchio medio. Queste lesioni impediscono al suono di essere trasmesso efficacemente all'orecchio interno.

L'ipoacusia neurosensoriale è causata da lesioni dell'orecchio interno (sensoriali) o del nervo uditivo (neurali, vedi tabella Differenze tra ipoacusia sensoriale e neurale). Questa distinzione è importante poiché l'ipoacusia sensitiva è talora reversibile e raramente pericolosa per la vita. Un'ipoacusia neurale è raramente recuperabile e può essere dovuta a tumori cerebrali potenzialmente letali, comunemente un tumore dell'angolo pontocerebellare. Un ulteriore tipo di perdita neurosensoriale è definito disturbo dello spettro uditivo neuropatico, quando il suono può essere rilevato ma il segnale non viene inviato correttamente al cervello e si pensa che sia dovuto a un'anomalia delle cellule ciliate interne o dei neuroni che le innervano all'interno della coclea (1).

Un'ipoacusia mista può essere causata da grave trauma cranico con o senza frattura del cranio o dell'osso temporale, da infezione cronica o da una delle tante patologie genetiche. Può anche comparire quando un'ipoacusia trasmissiva transitoria, il più delle volte da otite media, è sovrapposta a un'ipoacusia neurosensoriale.

Tabella
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Differenze tra ipoacusia sensoriale e neurale

Test

Ipoacusia sensoriale

Ipoacusia neurale

Discriminazione vocale

Moderata diminuzione

Grave diminuzione

Discriminazione con incremento di intensità del suono

Migliora in genere fino a un punto, a seconda della gravità e della distribuzione delle perdite di elementi sensoriali

Peggiora

Assunzione in cui è esagerata la percezione del suono, soprattutto a elevati livelli sonori

Presente

Assente

Il riflesso acustico si riduce in coloro in cui la risposta riflessa acustica è ridotta nel tempo durante una misurazione

Assente o lieve

Presente

Forme d'onda nelle risposte uditive del tronco encefalico

Ben formate con latenze normali per perdite uditive da lievi a moderate; ridotte per perdite più gravi

Assenti o con anomalie di lunghezza e latenza

Emissioni otoacustiche

Assente

Presente

Riferimenti di fisiopatologia

  • 1. Pham NS: The management of pediatric hearing loss caused by auditory neuropathy spectrum disorder. Curr Opin Otolaryngol Head Neck Surg 25(5):396-399, 2017. doi: 10.1097/MOO.0000000000000390.

Eziologia

La perdita dell'udito può essere

Tabella
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Cause di ipoacusia congenita*

Area anatomica colpita

Eziologia†

Trasmissiva

Orecchio esterno e medio

Genetica

Dello sviluppo (p. es., fissazione degli ossicini)

Malformazione idiopatica (sconosciuta)

Malformazione farmaco-indotta (p. es., da esposizione a talidomide)

Sensoriali

Orecchio interno

Genetica

Malformazione idiopatica (sconosciuta)

Infezione congenita (p. es., rosolia, infezione da cytomegalovirus, toxoplasmosi, sifilide)

Incompatibilità Rh

Anossia

Ingestione materna di farmaci ototossici (p. es., per l'infezione da tubercolosi o altre gravi infezioni)

Malformazione farmaco-indotta (p. es., da esposizione a talidomide)

Neurale

Sistema nervoso centrale

Anossia

Malformazione idiopatica (sconosciuta)

Genetica

Infezione congenita (p. es., rosolia, infezione da cytomegalovirus, toxoplasmosi, sifilide)

Neurofibromatosi (tipo 2)

*Molte ipoacusie congenite possono essere perdite uditive miste, ossia una combinazione di ipoacusia trasmissiva e sensoriale con o senza una componente neurale.

†Le cause sono elencate in ordine approssimativo di frequenza.

Le cause più frequenti complessivamente sono le seguenti:

  • Accumulo di cerume

  • Rumore

  • Invecchiamento

  • Infezioni (particolarmente tra i bambini e i giovani adulti)

Tabella
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Alcune cause di ipoacusia acquisita

Causa*

Reperti suggestivi

Approccio diagnostico†

Dell'orecchio esterno (perdita trasmissiva)

Ostruzione (p. es., causata da cerume, da un corpo estraneo, da otite esterna o, raramente, da tumori)

Visibili durante l'esame

Otoscopia

Orecchio medio (perdita trasmissiva)

Perdita dell'udito che può fluttuare

Talvolta anche vertigini, dolore o sensazione di avere l'orecchio pieno

Di solito membrana timpanica dall'aspetto alterato

Spesso c'è anamnesi di otite media acuta o altro evento causale

Otoscopia

Esami audiologici con timpanogramma

Secrezione cronica dall'orecchio

Di solito perforazione visibile

Tessuto di granulazione o polipo nel condotto

A volte colesteatoma

Otoscopia

Per colesteatoma, TC o RM

Evidente all'anamnesi

Spesso perforazione visibile della membrana timpanica, sangue nel condotto o dietro la membrana timpanica (se intatta)

Otoscopia

Anamnesi familiare

Età di insorgenza dai 20 ai 30

Lentamente progressiva

Timpanogramma

Tumori (benigni e maligni)

Perdita monolaterale

Spesso lesione visibile durante l'otoscopia

TC o RM

Orecchio interno (perdita sensoriale)

Malattie genetiche (p. es., mutazione della connessina 26, sindrome di Waardenburg, sindrome di Usher, sindrome di Pendred)

Talvolta, un'anamnesi familiare positiva (ma generalmente negativa)

Consanguineità

Le mutazioni della connessina 26 rappresentano la stragrande maggioranza dei casi di perdita di udito non sindromica e devono essere sottoposte a screening per prime

Talvolta un ciuffo di capelli bianchi o occhi di colore differente suggeriscono una sindrome di Waardenburg

La perdita sia della vista sia dell'udito può suggerire sindrome di Usher

Test genetici

TC e/o RM

Generalmente evidente all'anamnesi

Valutazione clinica

> 55 anni negli uomini, > 65 anni nelle donne

Perdita progressiva, bilaterale

Esame neurologico normale

Valutazione clinica

Farmaci ototossici (p. es., aminoglicosidi, vancomicina, cisplatino, furosemide, acido etacrinico, chinino)

Anamnesi positiva per consumo

Perdita bilaterale

Sintomi vestibolari variabili

Insufficienza renale

Valutazione clinica

Esami del sangue per misurare i livelli di farmaco

Infezioni (p. es., meningite, labirintite purulenta)

Anamnesi evidente di infezione

I sintomi iniziano durante o poco dopo l'evento infettivo

Valutazione clinica

Infiammazione dell'articolazione, rash

Talvolta un improvviso cambiamento della vista o un'irritazione oculare

Spesso anamnesi nota di malattia

Test sierologici

Episodi di perdita dell'udito unilaterale, fluttuante accompagnata da pienezza auricolare, acufeni e vertigini

RM con gadolinio per escludere il tumore

Barotrauma (con fistola perilinfatica)‡

Anamnesi positiva per cambiamento di pressione improvviso (p. es., scuba diving o rapida discesa in aereo) o per un trauma del condotto uditivo

A volte intenso dolore all'orecchio o vertigini

Test di funzionalità dell'equilibrio e timpanometria

TC dell'osso temporale

Esplorazione chirurgica se le vertigini persistono

Trauma cranico (con frattura del basicranio o commozione cocleare)‡

Anamnesi positiva per lesione significativa

Possibilmente sintomi vestibolari, ipostenia facciale

Talvolta sangue dietro la membrana timpanica, fuoriuscita di liquido cerebrospinale, ecchimosi sulla mastoide

TC o RM

Neuropatia uditiva‡

Buona rilevazione del suono, ma scarsa comprensione delle parole

Test uditivi (test audiometrico di risposta cerebrale, emissioni otoacustiche)

RM

Sistema nervoso centrale (perdita neurale)

Tumori dell'angolo pontocerebellare (p. es., neurinoma del nervo acustico, meningioma)

Perdita dell'udito monolaterale, spesso con acufene

Anomalie vestibolari

A volte deficit di nervo faciale o trigemino

RM con gadolinio

Malattie demielinizzanti (p. es., sclerosi multipla)

Perdita monolaterale

Multifocale

Sintomi che aumentano e diminuiscono

RM encefalo

Talvolta puntura lombare

*Ogni gruppo è elencato in ordine approssimativo di frequenza.

†Tutti i pazienti devono essere sottoposti a otoscopia ed esame audiologico.

‡Perdite miste, trasmissive e neurosensoriale possono anche essere presenti.

MT = membrana timpanica.

L'accumulo di cerume è la causa più frequente di ipoacusia conduttiva trattabile, soprattutto negli anziani. Corpi estranei ostruenti il canale uditivo esterno sono talvolta un problema nei bambini, sia per la loro presenza che per il possibile danno causato inavvertitamente durante la loro rimozione.

Il rumore può causare una perdita dell'udito di tipo neurosensoriale, sia improvvisa che graduale. Nel trauma acustico, la perdita dell'udito deriva dall'esposizione a un singolo rumore estremo (p. es., uno sparo o un'esplosione); alcuni pazienti sviluppano anche acufeni. La perdita è solitamente temporanea (a meno che non vi siano anche i danni da esplosione, che possono distruggere la membrana timpanica, gli ossicini, o entrambi). Nella perdita uditiva indotta da rumore, la perdita stessa si sviluppa nel tempo derivando da un esposizione cronica al rumore (> 85 dB, vedi Livelli di intensità sonora). Anche prima che l'ipoacusia possa essere documentata, l'esposizione al rumore può danneggiare i neuroni uditivi e le loro sinapsi sulle cellule ciliate; questo danno è indicato come "ipoacusia nascosta" o "sinaptopatia", e i pazienti possono notare difficoltà uditive in ambienti rumorosi e avere un'ipoacusia accelerata legata all'età (1). Benché le persone variano notevolmente nella predisposizione all'ipoacusia indotta dal rumore, quasi tutti perdono un certo grado di udito se esposti a un rumore sufficientemente intenso per un tempo adeguato. La ripetuta esposizione a rumori forti porta infine a una perdita di cellule capellute nell'organo del Corti. La perdita di udito compare tipicamente dapprima a 4 kHz e gradualmente si estende alle frequenze più alte e più basse con il continuare dell'esposizione. A differenza della maggior parte delle altre cause di ipoacusia neurosensoriale, l'ipoacusia indotta da rumori può essere meno grave a 8 kHz che a 4 kHz.

L'invecchiamento demografico, insieme all'esposizione al rumore e ai fattori genetici, è un fattore di rischio frequente per la progressiva diminuzione dell'udito. La perdita di udito legata all'età è chiamata presbiacusia. La presbiacusia è dovuta a perdita di cellule sensoriali (cellule ciliate) e perdita neuronale. La ricerca inoltre suggerisce fortemente che l'esposizione al rumore precoce acceleri la perdita dell'udito legata all'età. Le frequenze più alte sono più colpite rispetto alle frequenze più basse nella perdita di udito legata all'età.

L'otite media acuta è una frequente causa di perdita transitoria dell'udito da lieve a moderata (soprattutto nei bambini). Tuttavia, in assenza di trattamento, le sequele dell'otite media acuta e l'otite media cronica (e la più rara labirintite purulenta) possono causare una perdita uditiva permanente, in particolare se si forma un colesteatoma.

L'otite media secretiva insorge con molteplici modalità. Praticamente tutti gli episodi di otite media acuta sono seguiti da un periodo di 2 o 4 settimane di otite media secretoria. L'otite media secretoria può essere causata da una disfunzione della tuba di Eustachio (p. es., derivante da palatoschisi, da tumori benigni o maligni del rinofaringe, da variazioni rapide nella pressione dell'aria esterna come nello scendere da altitudini elevate o dalla rapida risalita durante l'attività subacquea).

Le patologie autoimmuni possono causare ipoacusia neurosensoriale a tutte le età e anche altri segni o sintomi.

I farmaci ototossici possono causare ipoacusia neurosensoriale e molti avere anche tossicità vestibolare.

Livelli di intensità sonora

L'intensità sonora e di pressione (i correlati fisici del volume sonoro) sono misurati in decibel (dB). Un dB è una figura non unitaria che confronta 2 valori ed è definita come logaritmo del rapporto di un valore misurato con un valore di riferimento, moltiplicato per una costante:

dB = k log (Vmeasured/Vref)

Per convenzione, il valore di riferimento per il livello di pressione sonora è considerato come il più flebile suono di 1000 Hz rilevabile dall'orecchio umano giovane e sano.* Il suono può essere misurato nei termini di livello di pressione sonora (N/m2), o intensità sonora (watts/m2).

Poiché l'intensità del suono equivale al quadrato della pressione sonora, la costante (k) del livello di pressione sonora è 20; per intensità sonora, 10. Così, ciascun incremento di 20-dB rappresenta un aumento di 10 volte nel livello di pressione sonora ma un aumento di 100 volte nell'intensità sonora.

I valori in dB nella tabella seguente danno solo una vaga idea del rischio di perdita dell'udito. Alcuni di loro sono i valori in dB del livello di pressione sonora (riferimento N/m2), mentre altri rappresentano il picco di dB o dB sulla scala-A (una scala che mette in risalto le frequenze che sono più pericolose per l'udito umano).

dB

Esempio

0

Il suono più debole percepito dall'orecchio umano

30

Un bisbiglio, silenzio da biblioteca

60

Normale conversazione, macchina da cucire, macchina da scrivere

90

Tagliaerba, attrezzi di officina, traffico stradale (90 dB per 8 h/die è la massima esposizione senza alcuna protezione†)

100

Motosega, martello pneumatico, motoslitta (2 h/die è la massima esposizione senza alcuna protezione)

115

Motosega, martello pneumatico, motoslitta (15 min/die è la massima esposizione senza alcuna protezione)

140

Colpi di pistola, motore a getto (il rumore provoca dolore e perfino una breve esposizione può ledere le orecchie non protette; traumi possono avvenire anche con protezioni acustiche)

180

Lanciarazzi

*Nell'esame audiometrico, poiché l'orecchio umano risponde in maniera differente a frequenze diverse, il valore di riferimento varia per ogni frequenza testata. I valori soglia riportati negli audiogrammi ne tengono conto; la soglia normale è sempre 0 dB, a prescindere dal reale livello di pressione sonora.

†Questi sono gli obblighi di legge, ma si raccomanda una protezione acustica per un'esposizione anche breve a intensità sonora > 85 dB.

Riferimenti relativi all'eziologia

  • 1. Liberman MC, Kujawa SG: Cochlear synaptopathy in acquired sensorineural hearing loss: manifestations and mechanisms. Hear Res 349:138-147, 2017. doi: 10.1016/j.heares.2017.01.003.

Valutazione

La valutazione consiste nel rilevare e quantificare l'ipoacusia e determinarne l'eziologia (particolarmente nelle forme reversibili).

Screening

La maggior parte degli adulti e dei bambini più grandi può presentare un'ipoacusia improvvisa e il personale assistenziale può sospettare che un neonato abbia una grave ipoacusia entro le prime settimane di vita quando non risponde alle voci o ad altri suoni. Tuttavia, una perdita progressiva e quasi tutte le perdite nei neonati e nei bambini piccoli devono essere individuate con lo screening. Lo screening nei bambini deve iniziare alla nascita in modo che le afferenze linguistiche possano consentire uno sviluppo ottimale del linguaggio. Se non viene realizzato lo screening, gravi perdite bilaterali possono non essere riconosciute fino all'età di 2 anni, e le perdite bilaterali da lievi a moderate o monolaterali gravi spesso non sono riconosciute fino a quando i bambini non raggiungono l'età scolare.

Deve essere preso in considerazione lo screening nelle persone anziane perché i pazienti possono non aver notato un declino graduale dell'udito o possono ritenerlo una normale conseguenza dell'invecchiamento.

Una sospetta ipoacusia in qualsiasi momento deve spingere alla richiesta di una visita specialistica.

Anamnesi

L'anamnesi della malattia attuale deve chiarire da quanto tempo la perdita uditiva è stata percepita, com'è cominciata (p. es., graduale, acuta), se è unilaterale o bilaterale, e se il suono è distorto (p. es., la musica è spenta, cupa o priva di brio) o se c'è difficoltà nella discriminazione vocale. Occorre chiedere al paziente se la perdita è seguita a un qualunque evento acuto (p. es., trauma cranico, esposizione a forte rumore, barotrauma [in particolare durante un'immersione] o l'inizio di un farmaco). Importanti sintomi di accompagnamento sono altri sintomi otologici (p. es., dolore alle orecchie, acufeni, secrezione), sintomi vestibolari (p. es., il disorientamento nel buio, vertigini), e altri sintomi neurologici (p. es., mal di testa, debolezza o asimmetria del viso, un anormale senso del gusto, pienezza auricolare). Nei bambini, i sintomi importanti associati comprendono la presenza di ritardi nella parola e nello sviluppo del linguaggio, alterazioni della vista o un ritardato sviluppo motorio.

La rassegna dei sistemi deve tentare di determinare l'impatto della difficoltà uditiva sulla vita del paziente.

L'anamnesi patologica remota deve notare precedenti possibili patologie causali, tra cui infezione del sistema nervoso centrale, ripetute infezioni dell'orecchio, esposizione cronica a rumori forti, trauma cranico, patologie reumatiche (p. es., artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico) e storia familiare di ipoacusia. L'anamnesi farmacologica deve specificamente indagare l'attuale o precedente uso di farmaci ototossici. Per i bambini piccoli, l'anamnesi della nascita deve indagare infezioni intrauterine o complicazioni alla nascita.

Esame obiettivo

L'esame si focalizza sull'esplorazione delle orecchie e della funzionalità uditiva e sulla valutazione neurologica. L'orecchio esterno viene ispezionato alla ricerca di ostruzione, infezione, malformazioni congenite e altre lesioni. La membrana timpanica è esaminata ricercando perforazioni, secrezione, otite media (pus o liquido a livello dell'orecchio medio attraverso la membrana timpanica) e colesteatoma. Durante la valutazione neurologica, particolare attenzione va posta al 2o tratto del VII nervo cranico oltre che alla funzione vestibolare e cerebellare, infatti anomalie di queste aree spesso compaiono sostenute da tumori del tronco encefalico e dell'angolo pontocerebellare. I test di Weber e di Rinne richiedono un diapason per differenziare una perdita di udito trasmissiva da una neurosensoriale.

Nel test di Weber si pone lo stelo di un diapason che vibra a 512 Hz o a 1024 Hz sulla linea mediana del capo, e il paziente indica in quale orecchio avverte più forte il suono. Nella perdita di udito monolaterale trasmissiva, il suono è più intenso nell'orecchio con la perdita di udito. Nella perdita di udito monolaterale neurosensoriale, il suono è più intenso nell'orecchio normale, perché il diapason stimola entrambi gli orecchi interni nello stesso modo, e il paziente percepisce lo stimolo con l'orecchio non colpito.

Nel test di Rinne, si confronta l'udito attraverso la conduzione per via ossea e via aerea. La conduzione per via ossea aggira l'orecchio esterno e medio e valuta l'integrità dell'orecchio interno, dell'VIII nervo cranico e delle vie uditive centrali. Lo stelo di un diapason vibrante viene tenuto contro la mastoide (conduzione per via ossea); non appena il suono non viene più percepito, il diapason viene sollevato dalla mastoide, e i rebbi ancora vibranti sono tenuti vicino al padiglione (conduzione per via aerea). Normalmente, il diapason può nuovamente essere udito, indicando che la conduzione aerea è migliore di quella ossea. Con un'ipoacusia trasmissiva superiore a 25 dB, il rapporto è invertito; la conduzione per via ossea è più intensa di quella aerea. Con l'ipoacusia neurosensoriale, sia la conduzione per via ossea che quella per via aerea sono ridotte, ma la conduzione aerea resta più intensa.

Segni d'allarme

Reperti di particolare importanza sono

  • Perdita dell'udito neurosensoriale monolaterale

  • Anomalie di nervi cranici (oltre che la perdita di udito)

  • Rapido peggioramento o improvvisa perdita dell'udito

Interpretazione dei reperti

Molte cause di perdita dell'udito (p. es., cerume, lesioni, esposizione a rumore elevato, sequele infettive, farmaci) sono evidenti in base ai risultati dell'anamnesi e dell'esame obiettivo (vedi tabella Alcune cause di ipoacusia acquisita).

I reperti associati sono utili nella diagnosi per il rimanente piccolo numero di pazienti in cui non è possibile identificare una chiara causa. I pazienti che hanno anomalie neurologiche focali sono di particolare interesse. Il nervo craniale V o il VII o entrambi sono spesso colpiti dai tumori che coinvolgono il nervo VIII, provocando perdita di sensibilità del viso e difficoltà a stringere la mascella (V) e debolezza emifacciale e anomalie del gusto (VII), anomalie che localizzano una lesione in quella zona. Segni di malattie autoimmuni (p. es., gonfiore o dolore articolare, infiammazione oculare) o disfunzione renale possono suggerire tali malattie come causa. La presenza di malformazioni maxillo-facciali può suggerire un'anomalia genetica o dello sviluppo.

Ogni bambino con ritardi nello sviluppo della parola o del linguaggio o difficoltà scolastiche deve essere sottoposto a una valutazione alla ricerca di ipoacusia. Si devono anche prendere in considerazione ritardo mentale, afasia e autismo. Uno sviluppo motorio ritardato può segnalare un deficit vestibolare, che è spesso associato a un'ipoacusia neurosensoriale.

Esami

I test comprendono

  • Test audiologici

  • A volte RM o TC

Dei test audiologici sono necessari per tutte le persone che hanno una perdita dell'udito; questi esami generalmente comprendono

  • Misurazione delle soglie di toni puri con conduzione per via aerea e ossea

  • Soglia di percezione verbale

  • Discriminazione vocale

  • Timpanometria

  • Test del riflesso acustico

Le informazioni ottenute da questi esami aiutano a stabilire se è necessaria una differenziazione più definitiva tra ipoacusia sensoriale o neurale.

L'audiometria tonale quantifica l'ipoacusia. Un audiometro emette specifiche frequenze (toni puri) a intensità differenti per determinare la soglia uditiva del paziente (quanto intenso deve essere un suono per essere percepito) per ogni frequenza. Si valuta l'udito in ciascun orecchio da 125 o 250 a 8000 Hz per conduzione aerea (utilizzando cuffie) e fino a 4 kHz per via ossea (utilizzando un vibratore in contatto con il processo mastoideo o la fronte). I risultati del test sono riportati in grafici chiamati audiogrammi (vedi figura Audiogramma), che mostrano le discordanze tra le soglie uditive del paziente e i valori normali a ciascuna frequenza. La differenza è misurata in dB. La soglia normale è considerata un livello uditivo (Hearing Level) di 0 dB (HI); si considera presente un'ipoacusia se la soglia del paziente è > 25 dB HI. Quando l'ipoacusia è tale da richiedere dei suoni di prova particolarmente intensi, i suoni presentati a un orecchio possono essere uditi dall'altro. Talvolta un rumore mascherante, in genere a banda stretta, è presentato all'orecchio non esaminato per isolarlo.

L'audiometria vocale comprende la soglia di percezione verbale e l'indice di riconoscimento vocale. La soglia di percezione verbale è una misura dell'intensità con cui viene riconosciuto il discorso. Per determinare la soglia di percezione verbale l'esaminatore presenta al paziente un elenco di parole a specifiche intensità di suono. Queste parole di solito hanno 2 sillabe ugualmente accentate (spondei), come "pacco", "seppia" o "piano". L'esaminatore rileva l'intensità a cui il paziente ripete correttamente il 50% delle parole. La soglia di percezione verbale si avvicina al livello uditivo medio alle frequenze vocali (p. es., 500 Hz, 1000 Hz, 2000 Hz).

L'indice di riconoscimento vocale misura la capacità di discriminare tra vari suoni del linguaggio o fonemi. Viene determinato presentando 50 parole monosillabiche foneticamente bilanciate a un'intensità da 35 a 40 dB oltre la soglia di percezione verbale del paziente. L'elenco di parole contiene fonemi con la stessa frequenza relativa riscontrata nel linguaggio colloquiale. Il risultato è la percentuale di parole ripetute correttamente dal paziente ed esso riflette la capacità di comprendere il discorso in condizioni di ascolto ottimali. Un risultato normale varia dal 90 al 100%. L'indice di riconoscimento vocale è normale con le ipoacusie trasmissive (conduttive), benché a un livello di intensità più elevato, ma può essere ridotto a tutti i livelli di intensità con le ipoacusie neurosensoriali. La discriminazione è anche peggiore nelle ipoacusie neurali che in quelle sensoriali. I test di comprensione di parole all'interno di frasi complete sono un altro tipo di test di riconoscimento che viene spesso utilizzato per valutare la candidatura per i dispositivi impiantabili (quando il beneficio da apparecchi acustici non è sufficiente).

La timpanometria misura l'impedenza dell'orecchio medio all'energia acustica e non richiede la partecipazione del paziente. Viene generalmente usata per lo screening nei bambini alla ricerca di versamenti nell'orecchio medio. Una sonda contenente una fonte sonora, un microfono e un regolatore della pressione aerea vengono posti saldamente nel canale uditivo obliterandolo completamente. Il microfono della sonda registra il suono riflesso dalla membrana timpanica mentre viene variata la pressione nel canale. Normalmente, la massima compliance dell'orecchio medio compare quando la pressione nel canale uditivo uguaglia la pressione atmosferica. Caratteristiche alterazioni della compliance suggeriscono specifiche alterazioni anatomiche. Nell'ostruzione della tuba di Eustachio e nel versamento dell'orecchio medio, la massima compliance si verifica con una pressione negativa nel condotto uditivo. Quando viene interrotta la catena degli ossicini, come nella necrosi o lussazione del processo lungo dell'incudine, l'orecchio medio presenta una compliance eccessiva. Quando la catena degli ossicini è fissa, come nell'anchilosi stapedo-ovalare dell'otosclerosi, la compliance può essere normale o ridotta.

Il riflesso acustico è dato dalla contrazione del muscolo stapedio in risposta a forti suoni, che modificano la compliance della membrana timpanica, proteggendo l'orecchio medio da un possibile trauma acustico. Il riflesso è valutato presentando un tono e misurando quale intensità provoca un cambiamento nell'impedenza dell'orecchio medio misurabile dai movimenti della membrana timpanica. Un riflesso assente può indicare un tumore del nervo acustico o una malattia dell'orecchio medio. Qualsiasi perdita uditiva abolisce il riflesso acustico. Inoltre, la paralisi facciale abolisce il riflesso perché il nervo facciale innerva il muscolo stapedio.

Audiogramma dell'orecchio destro di un paziente normoacusico

Le linee verticali rappresentano le frequenze che sono testate da 125 a 8000 Hz. Le linee orizzontali registrano la soglia a cui il paziente afferma che il suono è udibile.

Le soglie normali sono tra 0 dB e +/- 10 dB. I pazienti con soglie uditive al di sotto di 20 dB sono considerati in possesso di un udito normale o migliore del normale. Quanto più alti sono i dB esaminati, tanto più intenso è il suono e tanto peggiore è l'udito del paziente.

"O" è il simbolo standard per la conduzione aerea dell'orecchio destro; "X" è il simbolo standard per la conduzione aerea dell'orecchio sinistro. L'"<" è il simbolo standard per la conduzione ossea non mascherata dell'orecchio destro; l'">" è il simbolo standard per la conduzione ossea non mascherata dell'orecchio sinistro.

Il motivo per cui sono necessarie entrambe le misure mascherate e non è quello di assicurarsi che un orecchio non stia ascoltando il suono presentato all'altro orecchio (un orecchio è "mascherato" in modo da non sentire il suono presentato all'altro orecchio, dando un valore falso).

Audiogramma dell'orecchio destro di un paziente normoacusico

Un test avanzato talvolta è necessario. Può essere necessaria una RM con gadolinio per rilevare lesioni dell'angolo pontocerebellare in pazienti con anomalie all'esame neurologico o in quelli i cui test audiologici mostrano uno scarso riconoscimento delle parole, una perdita dell'udito neurosensoriale asimmetrica, o una combinazione di quanto descritto e quando l'eziologia non è chiara.

La TC è eseguita, se si sospetta la presenza di tumori ossei o di erosione ossea. L'angio-RM è eseguita per sospette anomalie vascolari come quando si sospetta la presenza di tumori glomici.

La risposta uditiva del tronco encefalico usa elettrodi di superficie per monitorare la risposta delle onde cerebrali alla stimolazione acustica in soggetti che non possono rispondere in altro modo.

L'elettrococleografia misura l'attività della coclea e del nervo uditivo con un elettrodo posto sopra o attraverso la membrana timbanica. Essa può essere utilizzata per valutare e monitorare pazienti con vertigini, può essere utilizzata in pazienti che sono svegli, ed è utile nel monitoraggio intraoperatorio.

Le otoemissioni misurano i suoni prodotti dalle cellule ciliate esterne della coclea in risposta a uno stimolo sonoro in genere applicato nel condotto uditivo esterno. Queste emissioni sono essenzialmente echi a bassa intensità che si verificano con l'attivazione delle cellule ciliate esterne cocleari. Le emissioni vengono usate per lo screening dell'ipoacusia nei neonati e lattanti e per monitorare l'udito di pazienti che utilizzano farmaci ototossici (p. es., gentamicina, cisplatino).

La valutazione centrale uditiva misura la discriminazione di un linguaggio degradato o distorto, la discriminazione in presenza di un messaggio simultaneo nell'orecchio controlaterale, la capacità di fondere messaggi incompleti o parziali somministrati a ciascun orecchio in un messaggio significativo e la capacità di localizzare il suono nello spazio quando stimoli acustici sono somministrati contemporaneamente a entrambe le orecchie. Questi test devono essere effettuati su certi pazienti, come i bambini con problemi di lettura o altre difficoltà nell'apprendimento e i soggetti anziani che sembrano udire ma non comprendere.

Nei bambini con perdita di udito, ulteriori test devono comprendere un esame oftalmologico, perché molte cause genetiche della sordità causano anche anomalie oculari. I bambini con perdita di udito inspiegabile devono anche effettuare un ECG per cercare una sindrome del QT lungo ed eventualmente anche test genetici.

Trattamento

Le cause di un'ipoacusia devono essere determinate e trattate. I farmaci ototossici devono essere interrotti o se ne deve ridurre la dose a meno che la gravità della malattia da trattare (solitamente un cancro o un'infezione grave) richieda il rischio di un'ulteriore perdita dell'udito. Un'attenzione al picco e ai livelli minimi di un farmaco può aiutare a minimizzare il rischio. Vi sono alcune anomalie genetiche che coinvolgono i mitocondri che aumentano la sensibilità agli antibiotici aminoglicosidici, e queste possono essere identificate con screening genetico.

Il versamento dell'orecchio medio può essere drenato attraverso una miringotomia, e si può prevenire il riaccumulo con il posizionamento di un tubo di drenaggio. Escrescenze benigne (p. es., ipertrofia adenoidea, polipi nasali) e tumori maligni (p. es., i tumori del rinofaringe, tumori dei seni paranasali) che ostruiscono la tuba di Eustachio o il condotto uditivo esterno possono essere rimossi. L'ipoacusia causata da patologie autoimmuni può rispondere ai corticosteroidi.

Un danno alla membrana timpanica o agli ossicini o un'otosclerosi può richiedere una chirurgia ricostruttiva. I tumori cerebrali responsabili d'ipoacusia in alcuni casi possono essere rimossi o irradiati preservando l'udito.

Molte cause di sordità non hanno cura e il trattamento comporta il compenso dell'ipoacusia con l'utilizzo di protesi acustiche o, nel caso di una perdita uditiva grave o profonda, mediante l'inserimento di un impianto cocleare. Inoltre, vari meccanismi adattativi possono essere utili.

Apparecchi acustici

L'amplificazione del suono con un apparecchio acustico aiuta molte persone. Benché gli apparecchi acustici non ripristinino un udito normale, possono significativamente migliorare la comunicazione. I progressi nei circuiti di amplificazione forniscono una qualità tonale più naturale al suono amplificato e hanno caratteristiche di amplificazione "intelligente" della risposta che tengono conto dell'ambiente di ascolto (p. es., di ambienti rumorosi e con multi-locutori). I medici devono incoraggiare l'uso di apparecchi acustici e aiutare i pazienti a superare un senso di frustrazione sociale che continua a ostacolare l'uso di tali dispositivi, sottolineando magari che un apparecchio acustico è per l'udito quello che gli occhiali sono per la vista. Altri fattori che limitano la maggiore diffusione dell'uso di un apparecchio acustico comprendono il costo e problemi di comfort.

Tutti gli apparecchi acustici hanno un microfono, un amplificatore, un auricolare e un controllo del volume, benché differiscano nella posizione di tali componenti. Nella selezione e adattamento di un apparecchio acustico deve essere coinvolto un audiologo.

I modelli migliori sono adattati in base alle caratteristiche dell'ipoacusia del paziente. Per esempio, i soggetti con ipoacusia prevalente per le alte frequenze potrebbero non trarre gran beneficio dalla semplice amplificazione, essa rende il linguaggio che si ascolta confuso; generalmente essi necessitano di un apparecchio acustico che amplifica selettivamente le alte frequenze. Alcuni apparecchi acustici contengono nell'auricolare delle condotte aeree, che facilitano il passaggio delle onde sonore delle alte frequenze. Alcune protesi acustiche usano un'elaborazione digitale del suono con canali di frequenza multipli cosicché l'amplificazione sia la più adatta a quella riportata sull'audiogramma.

L'uso del telefono può essere difficoltoso per i portatori di apparecchi acustici. Comunemente gli apparecchi acustici causano sibili quando l'orecchio è posto vicino alla cornetta del telefono. Alcuni apparecchi acustici hanno una bobina telefonica con un interruttore che spegne il microfono e collega la bobina direttamente al magnete dell'altoparlante nel telefono.

Per un'ipoacusia da moderata a grave, è adatto un dispositivo retroauricolare, che si adatta dietro al padiglione ed è associato all'auricolare con una condotta flessibile. Un apparecchio endoauricolare è contenuto interamente nell'auricolare e si adatta meno vistosamente all'interno della conca e del condotto uditivo; esso è indicato nell'ipoacusia di grado lieve e media. Alcune persone con perdita dell'udito lieve e limitata alle alte frequenze sono più aiutate da protesi acustiche retroauricolari senza chiusura dei condotti uditivi. Le protesi endocanalari sono contenute interamente nel condotto uditivo esterno e sono esteticamente accettabili per molte persone che altrimenti rifiuterebbero di usare un apparecchio acustico, ma sono difficili da maneggiare per alcuni soggetti (soprattutto gli anziani).

La protesi CROS (contralateral routing of signals) è talvolta usata per una grave perdita uditiva unilaterale; il microfono dell'apparecchiatura è collocato nell'orecchio non funzionante e il suono viene convogliato verso l'orecchio funzionante mediante un filo elettrico o un radiotrasmettitore. Questo apparecchio consente a chi lo indossa di udire i suoni provenienti dal lato dell'orecchio malato, consentendo anche una limitata capacità di localizzazione del suono. Se anche l'orecchio migliore presenta una certa ipoacusia, il suono da entrambi i lati può essere amplificato con l'apparecchio CROS binaurale (BICROS).

L'apparecchio tipo scatola è adatto alle ipoacusie profonde. Si indossa nel taschino della camicia o in una fondina ed è collegato con un filo elettrico all'auricolare (il ricevitore), che è collegato a sua volta al canale auricolare con un inserto plastico (l'impronta a stampo).

Un apparecchio a conduzione ossea può essere utilizzato quando non è possibile usare un auricolare o uno stampo, come nell'atresia del canale auricolare o nell'otorrea persistente. Un oscillatore è tenuto a contatto del capo, in genere sulla mastoide, con una fascia elastica, e il suono è condotto alla coclea attraverso il cranio. Gli apparecchi acustici a conduzione ossea richiedono maggiore potenza, introducono una maggiore distorsione e sono meno confortevoli da indossare rispetto a quelli a conduzione aerea. Alcune protesi acustiche a conduzione ossea (ad ancoraggio osseo) sono impiantati chirurgicamente nel processo mastoideo. Esse evitano il fastidio e la prominenza della fascia elastica.

Impianti cocleari

I pazienti con livelli avanzati di perdita dell'udito, compresi quelli con udito residuo non sfruttabile dalla protesi acustica e che non possono capire più della metà delle parole contenute nel discorso connesso, possono beneficiare di un impianto cocleare.

Questo dispositivo fornisce segnali elettrici direttamente al nervo uditivo attraverso elettrodi multipli impiantati nella coclea. Un microfono esterno e un processore convertono le onde sonore in impulsi elettrici, che sono trasmessi elettromagneticamente attraverso la cute da una bobina di induzione esterna a una bobina interna impiantata nel cranio sopra e dietro l'orecchio. La bobina interna si connette agli elettrodi inseriti nella scala timpanica.

Gli impianti cocleari aiutano la lettura labiale fornendo informazioni sull'intonazione delle parole e il ritmo dell'eloquio. Molti, se non la maggioranza degli adulti portatori di impianto cocleare possono distinguere le parole in assenza di suggerimenti visivi, il che consente loro di parlare al telefono. Gli impianti cocleari consentono ai soggetti sordi di udire e distinguere i suoni ambientali e i segnali di avvertimento. Essi permettono anche ai soggetti sordi di modulare la voce e rendere più intelligibile il loro eloquio.

I risultati con impianti cocleari variano, a seconda di una serie di fattori, tra cui

  • Periodo di tempo tra l'inizio della perdita di udito e il posizionamento dell'impianto (durata più breve porta a risultati migliori)

  • Causa della perdita di udito sottostante

  • Posizione dell'impianto all'interno della coclea

Impianti al tronco encefalico

I pazienti che hanno avuto entrambi i nervi acustici danneggiati (p. es., da fratture ossee temporali bilaterali o da neurofibromatosi) o sono nati senza nervi cocleari possono avere un ripristino parziale dell'udito per mezzo di impianti al tronco encefalico che hanno elettrodi per il rilevamento ed elaborazione del suono simili a quelli utilizzati per gli impianti cocleari.

Strategie e tecnologie assistive

Sistemi di allarme che utilizzano la luce per comunicare quando il campanello suona, un rivelatore di fumo si attiva, o un bambino piange. Speciali sistemi sonori che trasmettono segnali in infrarosso o utilizzano onde radio FM possono aiutare i pazienti a udire in teatri, chiese, o altri luoghi dove possono essere presenti rumori confondenti. Molti programmi televisivi sono sottotitolati. Sono anche disponibili dispositivi studiati per la telecomunicazione.

La lettura labiale è particolarmente importante per i soggetti che possono udire ma hanno difficoltà a discriminare i suoni. La maggior parte delle persone ottiene informazioni utili sul discorso grazie alla lettura labiale anche senza un addestramento. Anche le persone con udito normale possono meglio capire un discorso in un luogo rumoroso se riescono a vedi lo speaker. Per usare questa informazione, l'ascoltatore deve essere in grado di vedi la bocca di colui che parla. Il personale sanitario deve essere sensibile a questo problema e porsi sempre in posizione adatta rispetto all'audioleso. Osservare la posizione delle labbra di un soggetto che parla consente il riconoscimento della consonante pronunciata, migliorando quindi la comprensione del linguaggio in pazienti con ipoacusia per le alte frequenze. Chi legge il labiale può essere istruito in lezioni di riabilitazione aurale nelle quali un gruppo di coppie di varie età si incontra regolarmente per istruirsi e supervisionare la tecnica, al fine di ottimizzare la comunicazione.

I soggetti possono ottenere un controllo sul loro ambiente uditivo modificando o evitando le situazioni difficoltose. Per esempio, i pazienti possono visitare un ristorante al di fuori delle ore di punta, quando è meno rumoroso. Possono chiedere un separé, che blocca una parte dei rumori estranei. Durante la conversazione diretta, i soggetti possono chiedere agli interlocutori di porsi di fronte a loro. All'inizio di una conversazione telefonica, possono qualificarsi come audiolesi. A una conferenza, si può chiedere all'oratore di usare un sistema di assistenza uditiva, che faccia uso di circuiti alternativi, ad infrarossi o a tecnologia FM, che inviano i suoni attraverso il microfono all'apparecchio acustico.

I soggetti con ipoacusia profonda spesso comunicano con il linguaggio dei segni (with spaces). L'American Sign Language (ASL) è la versione più diffusa negli Stati Uniti. Altri protocolli della comunicazione linguistica che utilizzano gli input visivi sono il Signed English, il Signing Exact English, e il Cued Speech. In tutto il mondo, è stato stimato che ci sono oltre 300 lingue dei segni uniche, con diversi paesi, culture e villaggi che hanno una propria forma unica di linguaggio dei segni.

Sordità monolaterale

I pazienti con sordità monolaterale rappresentano una sfida speciale. Nelle situazioni uno a uno, l'ascolto e la comprensione del parlato sono relativamente inalterati. Tuttavia, con sfondi rumorosi o complessi ambienti acustici (p. es., aule, feste, riunioni), i pazienti con sordità monolaterale non sono in grado di ascoltare e comunicare in modo efficace. Inoltre, i pazienti che ascoltano con un solo orecchio non sono in grado di localizzare l'origine dei suoni. L'effetto "testa ombra" è la capacità del cranio di bloccare il suono proveniente dal lato sordo per raggiungere l'orecchio che ascolta. Ciò può comportare una perdita di energia sonora che raggiunge l'orecchio fino a 30 dB (come confronto, un tappo per l'orecchio acquistato in negozio determina una riduzione da 22 a 32 dB di udito). Per molti pazienti, la sordità monolaterale può alterare la vita e portare a invalidità significative sul posto di lavoro e nel sociale.

Il trattamento per la sordità monolaterale comprende l'instradamento controlaterale del segnale di apparecchi acustici o di impianti acustici ancorati all'osso che raccolgono il suono dal lato sordo e lo trasferiscono all'orecchio udente senza perdita di energia sonora. Sebbene queste tecnologie migliorino l'udito in ambienti rumorosi, non consentono la localizzazione sonora. Gli impianti cocleari sono sempre più utilizzati con successo nei pazienti con sordità monolaterale, in particolare se l'orecchio sordo ha anche grave tinnito; gli impianti hanno anche dimostrato di poter fornire la localizzazione del suono.

Trattamento della perdita d'udito nei bambini

In aggiunta al trattamento di queste cause e alla fornitura di apparecchi acustici, i bambini con ipoacusia richiedono il sostegno nello sviluppo del linguaggio con una terapia adeguata. Poiché i bambini devono udire il linguaggio per apprenderlo spontaneamente, i bambini sordi svilupperanno un linguaggio solo con un addestramento speciale, che idealmente deve iniziare non appena viene identificata l'ipoacusia (un'eccezione deve essere un bambino sordo cresciuto da genitori sordi che usano correttamente il linguaggio dei segni). I lattanti sordi devono essere supportati da una forma di linguaggio appropriata. Per esempio un linguaggio dei segni visuale può provvedere alle basi di un successivo sviluppo di un linguaggio orale, specialmente se non è possibile sottoporre il paziente ad impianto cocleare. Tuttavia, per i bambini, non vi è alcun sostituto dell'accesso ai suoni del linguaggio (fonemi) per consentire loro di integrare gli input acustici e sviluppare una comprensione raffinata e sfumata della parola e del linguaggio.

Se neonati di appena 1 mese hanno una profonda perdita bilaterale dell'udito e non possono beneficiare di apparecchi acustici, possono essere candidati per un impianto cocleare. Benché gli impianti cocleari consentano la comunicazione uditiva in molti bambini con sordità congenita o acquisita, essi appaiono generalmente più efficaci in quei bambini che hanno già sviluppato il linguaggio. I bambini che hanno una sordità postmeningitica sviluppano successivamente un'ossificazione dell'orecchio interno che impedisce il posizionamento dell'impianto; è necessario che siano impiantati il prima possibile per posizionare correttamente l'impianto e per ottimizzarne l'efficacia. I bambini i cui nervi acustici sono stati danneggiati da un tumore possono essere aiutati dall'impianto nel tronco encefalico. I bambini con impianti cocleari possono avere un rischio leggermente più elevato di meningite rispetto ai bambini senza impianti cocleari o rispetto agli adulti con impianti cocleari.

Occorre che i bambini con sordità monolaterale utilizzino in classe un sistema speciale, come un ausilio uditivo onde radio FM. Con questi sistemi, l'insegnante parlando in un microfono invia segnali uditivi all'apparecchio acustico posto all'orecchio non colpito del bambino, migliorando la ridotta capacità di sentire un discorso su uno sfondo rumoroso.

Prevenzione

La prevenzione della perdita dell'udito consiste principalmente nel limitare la durata e l'intensità dell'esposizione ai rumori. Persone che si espongono a rumori devono indossare dispositivi di protezione uditiva (p. es., tappi di plastica nel canale auricolare o cuffie imbottite con glicerina sopra le orecchie). L'Occupational Safety and Health Administration (OSHA) del dipartimento del lavoro statunitense e le agenzie analoghe in molti altri paesi hanno degli standard riguardo alla durata di tempo per la quale una persona può essere esposta a un rumore (vedi OSHA's occupational noise exposure standards). Quanto più elevato il rumore, tanto minore il tempo di esposizione.

Elementi di geriatria

Gli anziani tipicamente vanno incontro a una progressiva riduzione dell'udito (presbiacusia). Negli Stati Uniti, il 40% di coloro che ha problemi di udito sono anziani. L'ipoacusia è prevalente in oltre un terzo delle persone di età superiore ai 65 anni e in più della metà delle persone di età superiore ai 75 anni, rendendola la malattia sensoriale più frequente in questa popolazione. Nondimeno, la perdita dell'udito negli anziani deve essere valutata e non ascritta semplicemente all'età; i pazienti anziani spesso possono avere un tumore, una patologia neurologica o autoimmune o una perdita dell'udito facilmente correggibile. Inoltre, studi recenti suggeriscono fortemente che la perdita dell'udito negli anziani può facilitare la demenza (che può essere mitigata con una corretta correzione della perdita uditiva).

Presbiacusia

La presbiacusia è la perdita di udito neurosensoriale che probabilmente deriva da una combinazione tra deterioramento e morte cellulare legata all'età nel sistema uditivo ed effetti dell'esposizione cronica ai rumori.

L'ipoacusia abitualmente colpisce dapprima le frequenze più elevate (da 18 a 20 kHz) e gradualmente si estende alle frequenze più basse; essa diviene clinicamente significativa quando interessa la fascia critica da 2 a 4 kHz attorno all'età di 55-65 anni (talvolta prima). La perdita di udito sulle frequenze elevate influisce significativamente sulla comprensione del discorso. Benché il volume del discorso appaia normale, certi suoni consonantici (p. es., c, D, K, P, S, T) diventano più difficili da ascoltare. Le consonanti sono i suoni più importanti per il riconoscimento di un discorso. Per esempio, quando (in inglese) "shoe", "blue", "true", "too" o "new" vengono pronunciati, la maggior parte dei pazienti con presbiacusia può udire il suono "oo", ma la maggior parte ha difficoltà a riconoscere quale parola è stata pronunciata, perché non può distinguere le consonanti. Tale incapacità a distinguere le consonanti fa sì che spesso le persone affette da presbiacusia pensino che l'interlocutore stia borbottando. Un interlocutore che tenti di parlare più forte in genere accentua i suoni vocalici (che sono a bassa frequenza), facendo poco per migliorare la comprensione del discorso. La comprensione del discorso è particolarmente difficile quando è presente un rumore di fondo.

Screening

Spesso è utile uno strumento di screening per le persone anziane, perché molte non si lamentano della perdita dell'udito. Uno di questi strumenti è l'Hearing Handicap Inventory Screening versione per gli anziani, che pone tali domande

  • Un problema di udito la mette in imbarazzo quando incontra altre persone?

  • Un problema di udito la rende frustrato quando parla con un familiare?

  • Ha difficoltà a udire quando qualcuno bisbiglia?

  • Si considera diversamente abile a causa di un problema di udito?

  • Un problema di udito le causa difficoltà quando visita amici, parenti o vicini?

  • Lei assiste a servizi religiosi meno frequentemente di quanto vorrebbe a causa di un problema di udito?

  • Un problema di udito le causa discussioni con membri della famiglia?

  • Un problema di udito le causa difficoltà ad ascoltare la televisione o la radio?

  • Lei ritiene che qualche difficoltà uditiva ostacoli la sua vita personale o sociale?

  • Un problema di udito le causa difficoltà quando è in un ristorante con parenti o amici?

Il punteggio è "no" = 0 punti, "qualche volta" = 2 punti, e "sì" = 4 punti. Un punteggio di > 10 indica una significativa compromissione uditiva e richiede un follow up.

Punti chiave

  • Cerume, malattie genetiche, infezioni, invecchiamento ed esposizione al rumore sono le cause più frequenti.

  • Tutti i pazienti colpiti da perdita dell'udito devono essere sottoposti a esame audiologico.

  • Deficit dei nervi cranici e altri deficit neurologici devono sollevare timori e spingere ad indagini di diagnostica per immagini.

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