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Vertigine parossistica posizionale benigna

(Vertigine posizionale benigna; Vertigine posturale benigna; Vertigine parossistica posizionale benigna)

Di

Lawrence R. Lustig

, MD, Columbia University Medical Center and New York Presbyterian Hospital

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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Risorse sull’argomento

La vertigine parossistica posizionale benigna è caratterizzata da episodi di vertigine oggettiva, di breve durata (< 60 secondi) che insorge in relazione ad alcune posizioni della testa. Si sviluppano nausea e nistagmo. La diagnosi è clinica. Il trattamento implica manovre di riposizionamento degli otoliti. Farmaci e interventi chirurgici sono indicati raramente, se non mai.

La vertigine parossistica posizionale benigna è la causa più frequente di vertigini ricorrenti di origine otogena. Colpisce i soggetti anziani con un'incidenza crescente, e, agendo in maniera grave sull'equilibrio, determina spesso cadute potenzialmente dannose.

Eziologia

Si ritiene che la vertigine posizionale parossistica benigna sia causata dallo spostamento dei cristalli otoconiali (cristalli di carbonato di calcio normalmente indovati nella macula del sacculo e dell'utricolo). Questi detriti vaganti stimolano le cellule ciliate dei canali semicircolari, più comunemente nel canale posteriore (e raramente nel canale semicircolare superiore), creando l'illusione di movimento. I fattori eziologici comprendono

  • Degenerazione spontanea delle membrane otolitiche utricolari

  • Commozione labirintica

  • Chirurgia dell'orecchio

  • Infezioni virali recenti (p. es., neuronite virale)

  • Trauma cranico

  • Riposo a letto o anestesia prolungati

  • Precedenti disturbi vestibolari (p. es., malattia di Ménière)

  • Occlusione dell'arteria vestibolare anteriore

Sintomatologia

La vertigine insorge in seguito ai movimenti della testa (p. es., durante la variazione di decubito sul letto o nel chinarsi per raccogliere qualcosa). I parossismi acuti di vertigine durano solo da pochi secondi ad alcuni minuti; questi tendono a raggiungere un picco al mattino per poi attenuarsi durante il giorno. Possono comparire nausea e vomito, ma non ipoacusia e acufeni.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

  • RM con gadolinio se vi sono segni che suggeriscono una lesione del sistema nervoso centrale

La diagnosi di vertigine posizionale parossistica benigna si basa sui sintomi caratteristici, nistagmo provocato dalla manovra di Dix-Hallpike (test provocativo e diagnostico per il nistagmo posizionale) e sull'assenza di altre anomalie all'esame neurologico. Tali pazienti non richiedono esami ulteriori.

A differenza del nistagmo posizionale causato da una vertigine parossistica posizionale benigna, il nistagmo posizionale causato da una lesione del sistema nervoso centrale

  • Non genere latenza, affaticabilità e grave sensazione soggettiva

  • Può persistere per tutto il tempo in cui viene mantenuta la posizione

  • Può essere verticale o cambiare direzione

  • Se rotatorio, è probabile che presenti una direzione inconsueta

I pazienti con nistagmo che suggerisce una lesione del sistema nervoso centrale eseguiranno una RM con gadolinio.

Trattamento

  • Manovre riabilitative atte a determinare l'affaticabilità dei sintomi

  • Manovre di riposizionamento degli otoliti

  • Il trattamento farmacologico non è in genere consigliato

La vertigine parossistica posizionale benigna usualmente recede spontaneamente in diverse settimane o mesi, ma può continuare per mesi o anni. Poiché la patologia può essere di lunga durata, il trattamento farmacologico (come quello utilizzato nella malattia di Ménière) non è raccomandato. Spesso, gli effetti avversi dei farmaci aggravano lo squilibrio.

Poiché la vertigine parossistica posizionale benigna è soggetta al fenomeno dell'affaticabilità, la terapia consiste nel far sì che il paziente esegua le manovre provocative all'inizio della giornata in un ambiente sicuro tale da innescare il meccanismo dell'abitudine. I sintomi sono quindi minimi per il resto del giorno.

Le manovre di riposizionamento degli otoliti (più comunemente la manovra di Epley o, alternativamente, la manovra di Semont o gli esercizi di Brandt-Daroff) comportano un movimento del capo in una serie di posizioni specifiche volte a far ritornare gli otoliti migranti nella macula dell'utricolo. Dopo avere eseguito le manovre di Epley o Semont, il paziente deve evitare la flessione o l'estensione del collo durante 1 o 2 giorni. Queste manovre possono essere ripetute a seconda delle necessità. Al contrario, gli esercizi di Brandt-Daroff vengono eseguiti dal paziente a casa 5 volte di seguito, 3 volte/die, per circa 2 settimane fino a che scompaiono le vertigini legate durante l'esercizio.

Manovra di Epley: un trattamento semplice per una causa comune di vertigine

Questa manovra è utilizzata per trattare la vertigine parossistica posizionale benigna, facendo ritornare gli otoliti migranti dal canale semicircolare posteriore indietro nell'utricolo. Se la vertigine compare durante una di queste posizioni, questa posizione viene mantenuta fino alla scomparsa della vertigine.

Manovra di Epley: un trattamento semplice per una causa comune di vertigine

Per la manovra di Semont, il paziente è seduto eretto nel mezzo di una barella. Il capo del paziente viene ruotato verso l'orecchio sano; questa rotazione è mantenuta per tutta la manovra. Quindi, si abbassa lateralmente il tronco sulla barella in modo che il paziente giaccia sul lato dell'orecchio affetto con il naso rivolto verso l'alto. Dopo 3 minuti in questa posizione, il paziente è rapidamente riportato in posizione eretta senza raddrizzare il capo ed è abbassato sul lato opposto, ora con il naso rivolto verso il basso. Dopo 3 minuti in questa posizione, il paziente viene lentamente riportato in posizione eretta, e il capo è ruotato di nuovo in posizione normale.

Gli esercizi di Brandt-Daroff possono essere insegnati al paziente. Il paziente si siede in posizione verticale, quindi giace su un lato con il naso posizionato con un angolo di 45 gradi. Il paziente rimane in questa posizione per circa 30 secondi o fino a quando la vertigine non si placa e quindi torna alla posizione seduta. Lo stesso movimento viene ripetuto dal lato opposto. Questo ciclo viene ripetuto 5 volte di seguito, 3 volte/die, per circa 2 settimane, o fino a quando non vi sono più vertigini durante l'esercizio.

Punti chiave

  • La vertigine si verifica a causa dello spostamento dei cristalli otoconiali in un canale semicircolare; i sintomi sono innescati dal movimento della testa.

  • Di solito coesistono sintomi neurovegetativi quali nausea e vomito, ma non acufeni o perdita dell'udito.

  • La diagnosi è clinica, ma alcuni pazienti necessitano della RM per escludere altre condizioni (soprattutto nelle forme resistenti o recidivanti).

  • Il trattamento consiste nell'esecuzione di manovre di riposizionamento degli otoliti.

  • I farmaci raramente aiutano e possono peggiorare i sintomi.

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