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Tinea versicolor

(Pityriasis versicolor)

Di

Denise M. Aaron

, MD,

  • Assistant Professor of Surgery
  • Dartmouth-Hitchcock Medical Center

Ultima modifica dei contenuti feb 2020
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La tinea versicolor è un'infezione cutanea da Malassezia furfur che si manifesta con chiazze desquamate multiple e asintomatiche con un colore che varia dal bianco al camoscio, al marrone, al rosa. La diagnosi si basa sull'aspetto clinico e su preparati a fresco con idrossido di potassio condotti su materiale da scarificazione cutanea. Il trattamento è composto da antimicotici topici e talvolta anche orali. Le recidive sono frequenti.

La Malassezia furfur è un fungo che può esistere sia come lievito che come muffa (un fungo dimorfico). È un componente normalmente innocuo della normale flora cutanea, ma in alcune persone provoca tinea versicolor. Le persone più colpite sono in buona salute. I fattori predisponenti la tinea versicolor comprendono il caldo, l'umidità e l'immunosoppressione dovuta a corticosteroidi, la gravidanza, la denutrizione, il diabete, o altre patologie. L'ipopigmentazione della tinea versicolor è dovuta all'inibizione della tirosinasi causata dalla produzione di acido azelaico da parte della M. furfur.

Sintomatologia

La tinea versicolor è asintomatica. Classicamente, provoca la comparsa di molteplici lesioni desquamate scure, marroni, color salmone, rosa, o macchie bianche desquamanti su tronco, collo, addome e occasionalmente sul viso. Le lesioni possono confluire. Nei pazienti di pelle chiara la malattia viene spesso diagnosticata nei mesi estivi in quanto le lesioni non si scuriscono e diventano più evidenti rispetto alla cute abbronzata. La tinea versicolor è benigna e non è considerata contagiosa.

Manifestazioni della tinea versicolor

Diagnosi

  • Aspetto clinico

  • Preparato a fresco in idrossido di potassio

  • Esame con la lampada di Wood

La diagnosi di tinea versicolor si basa sull'aspetto clinico e sull'identificazione delle ife e delle cellule germoglianti ("spaghetti e polpette") nei preparati a fresco con idrossido di potassio su campioni prelevati con scarificazione cutanea.

L'esame con la lampada di Wood evidenzia una fluorescenza dorata chiara.

Trattamento

  • Antimicotici topici

  • A volte antimicotici per via orale

Il trattamento della tinea versicolor si basa sull'impiego di farmaci antimicotici topici. Per esempio uno shampoo a base di solfuro di selenio al 2,5% applicato sulla pelle (da applicare 10 min/die per 1 settimana o per 24 h 1 volta alla settimana per 1 mese); azolici topici (p. es., ketoconazolo 2% 1 volta/die per 2 settimane); detersione quotidiana con sapone a base di zinco piritione al 2% o acido salicilico solforato al 2% applicato sulla pelle per 1 o 2 settimane.

Il fluconazolo alla dose di 150 mg/settimana per via orale per 2-4 settimane è indicato nei pazienti con malattia estesa e in caso di recidive frequenti.

L'ipopigmentazione da tinea versicolor è reversibile in alcuni mesi o anni dopo la scomparsa del lievito.

La recidiva è quasi universale dopo il trattamento perché il microrganismo responsabile è un normale ospite della cute. Un'igiene accurata, l'uso regolare di sapone a base di zinco piritione, o l'uso di una terapia antifungina topica 1 volta/mese, riduce il rischio di recidiva.

Punti chiave

  • Sebbene la tinea versicolor possa verificarsi nei pazienti immunodepressi, i pazienti più colpiti sono solitamente sani.

  • La malattia viene spesso diagnosticata nei mesi estivi, perché le lesioni ipopigmentate diventano più evidenti rispetto alla cute abbronzata.

  • Per confermare la diagnosi è necessario visualizzare le ife o le spore all'esame a fresco all'idrossido di potassio condotto sul materiale prelevato dalla scarificazione della cute.

  • Trattare con antimicotici topici o sistemici.

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