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Fenilchetonuria (phenylketonuria, PKU)

Di

Matt Demczko

, MD, Sidney Kimmel Medical College of Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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La fenilchetonuria è una patologia del metabolismo degli aminoacidi che compare nei bambini nati senza la capacità di degradare normalmente un aminoacido detto fenilalanina. La fenilalanina, tossica per il cervello, si accumula nel sangue. La fenilchetonuria si verifica quando i genitori trasmettono alla prole geni difettosi che causano il disturbo.

  • La fenilchetonuria è causata dall’assenza dell’enzima necessario per convertire la fenilalanina in tirosina.

  • I sintomi includono deficit intellettivo, convulsioni, nausea, vomito, eruzione cutanea tipo eczema e odore corporeo di topo o di muffa.

  • La diagnosi si basa su un esame del sangue.

  • I bambini con diagnosi e trattamento precoci in genere hanno uno sviluppo normale.

  • Una dieta controllata povera di fenilalanina consente normali crescita e sviluppo.

Gli aminoacidi sono i “mattoncini” che costituiscono le proteine e svolgono molte funzioni nell’organismo. La fenilchetonuria (PKU) è una patologia che provoca l’accumulo della fenilalanina, un aminoacido essenziale (ossia che non può essere prodotto dall’organismo, ma deve essere assunto con il cibo). L’eccesso di fenilalanina è normalmente convertito in tirosina, un altro aminoacido, e viene eliminato dall’organismo. Senza l’enzima che la trasforma in tirosina, la cosiddetta fenilalanina idrossilasi, la fenilalanina si accumula nel sangue e, data la sua tossicità per il cervello, causa deficit intellettivo.

Esistono diversi tipi di disturbi ereditari. Nella PKU entrambi i genitori del bambino colpito sono portatori di una copia del gene anomalo. Poiché di solito sono necessarie due copie del gene anomalo affinché insorga il disturbo, di solito nessun genitore ne è affetto. (Vedere anche Panoramica sui disturbi metabolici ereditari.)

Sintomi

I neonati con PKU raramente manifestano subito i sintomi, sebbene talvolta il bambino sia assonnato oppure abbia scarso appetito. I sintomi si sviluppano lentamente nel corso di vari mesi, man mano che la fenilalanina si accumula nel sangue. Se non trattati, i bambini affetti sviluppano progressivamente deficit intellettivo nei primi anni di vita, che alla fine diventa grave. Altri sintomi includono

  • crisi convulsive

  • Nausea e vomito

  • Eruzione cutanea simile a eczema

  • Colore più chiaro della pelle, degli occhi e dei capelli rispetto ai familiari

  • Comportamento aggressivo o autolesivo

  • iperattività

  • Talvolta sintomi psichiatrici

Nei bambini affetti da fenilchetonuria non trattati, spesso urine e sudore hanno un odore di muffa o di topo. L’odore deriva dall’acido fenilacetico, un derivato della fenilalanina.

Diagnosi

  • Test di screening neonatale

  • Test di screening prenatale

La fenilchetonuria solitamente è diagnosticata con un test di screening di routine.

La PKU è presente nella maggior parte dei gruppi etnici. Se la PKU è presente in famiglia ed è disponibile il DNA di un membro colpito, possono essere eseguiti i test di screening prenatale amniocentesi o prelievo dei villi coriali con analisi del DNA (i blocchi che costituiscono i geni) per verificare se il feto presenta la malattia.

I genitori e i fratelli dei bambini con PKU possono essere valutati per scoprire se sono portatori del gene che causa la malattia. Se due portatori concepiscono un figlio, quel bambino avrà 1 possibilità su 4 di nascere con la malattia. I portatori sono persone che possiedono un gene anomalo per un disturbo ma non presentano né sintomi né evidenze visibili.

Prognosi

I bambini trattati nei primi giorni di vita non sviluppano sintomi gravi di fenilchetonuria. Una dieta povera di fenilalanina, se iniziata precocemente e mantenuta correttamente, consente uno sviluppo normale. Tuttavia, anche con un ottimo controllo della dieta, i bambini colpiti possono comunque sviluppare lievi problemi di salute mentale e avere difficoltà a scuola. La restrizione dietetica iniziata dopo i 2-3 anni di età può controllare l’estrema iperattività e le convulsioni e può far aumentare il quoziente intellettivo (QI) finale, senza far regredire il ritardo mentale. Recenti studi suggeriscono che le funzioni di alcuni adulti con ritardo mentale e PKU (nati prima che fossero disponibili ricerche neonatali) possono migliorare seguendo la dieta correlata.

Una dieta povera di fenilalanina deve essere continuata per tutta la vita, altrimenti l’intelligenza può diminuire e possono comparire problemi neurologici e psichiatrici.

I bambini nati da madri con PKU poco controllata (cioè con alti livelli di fenilalanina) durante la gravidanza sono ad alto rischio di sviluppare una testa insolitamente piccola (microcefalia) e problemi dello sviluppo. Tale condizione è definita PKU materna.

Prevenzione e trattamento

  • Dieta a basso contenuto di fenilalanina

Per prevenire il ritardo mentale, l’assunzione di fenilalanina deve essere limitata (ma non eliminata del tutto perché indispensabile in minime quantità per vivere) iniziando dalle prime settimane di vita. Poiché tutte le fonti naturali di proteine contengono troppa fenilalanina per i bambini con PKU, questi ultimi non possono assumere carne, latte o altri cibi comuni contenenti proteine. Devono invece mangiare una varietà di cibi privi di fenilalanina, prodotti appositamente. Si possono assumere cibi naturali a basso contenuto proteico, come frutta, verdura e quantità limitate di alcuni cereali.

Sono anche disponibili prodotti alimentari specifici, incluso latte per neonati senza fenilalanina. Esempi di questi prodotti speciali includono PKU Anamix® e XPhe Maxamaid®, XPhe Maxamum®; Phenex®-1 e Phenex®-2; Phenyl-Free® 1 e Phenyl-Free® 2; pku 1, pku 2 e pku 3; PhenylAde® (vari); PKU Lophlex® LQ e Phlexy-10®.

Le donne con PKU che hanno in programma una gravidanza devono seguire la dieta raccomandata e tenere la PKU sotto controllo.

I medici possono prescrivere integratori dell’aminoacido tirosina e un farmaco chiamato sapropterina, che aiuta ad aumentare la tolleranza alla fenilalanina.

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