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Linfogranuloma venereo (LGV)

Di

Sheldon R. Morris

, MD, MPH, University of California San Diego

Ultima revisione/verifica completa gen 2021| Ultima modifica dei contenuti gen 2021
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Il linfogranuloma venereo è una malattia a trasmissione sessuale causata da Chlamydia trachomatis. La malattia produce un doloroso ingrossamento dei linfonodi inguinali e, talvolta, un’infezione del retto.

  • Il linfogranuloma venereo esordisce sotto forma di una piccola vescicola, spesso inosservata, che guarisce rapidamente, e successivamente causa l’ingrossamento e la dolorabilità dei linfonodi.

  • I medici sospettano l’infezione sulla base dei sintomi e la confermano con analisi del sangue.

  • Gli antibiotici, assunti per 3 settimane, sono in grado di curare l’infezione, ma i linfonodi possono rimanere ingrossati.

Il linfogranuloma venereo è diffuso soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali, ed è raro negli Stati Uniti. Tuttavia, in Europa, nel Nord America e in Australia sono stati segnalati focolai epidemici tra gli uomini omosessuali.

Le infezioni rettali causate da questi batteri sono diventate più comuni tra le persone che praticano sesso anale.

Sintomi dell’LGV

I sintomi del linfogranuloma venereo iniziano circa 3 giorni dopo il contagio e la loro presenza definisce tre stadi.

Nel primo stadio si sviluppano piccole vesciche indolori ripiene di liquido, di solito sul pene o nella vagina. In genere, le vescicole evolvono in ulcera, che guarisce rapidamente e spesso passa inosservata.

Il secondo stadio solitamente inizia dopo circa 2-4 settimane. Negli uomini, i linfonodi di uno o entrambi i lati dell’inguine possono diventare gonfi e dolenti. I linfonodi dolorabili e ingrossati (chiamati bubboni) si attaccano ai tessuti più profondi e alla pelle sovrastante, che diventa infiammata. Le donne spesso manifestano mal di schiena o dolore pelvico (alla parte inferiore del tronco) e i linfonodi vicino al retto e nella pelvi diventano gonfi e dolenti. In entrambi i sessi, la pelle sopra i linfonodi interessati può aprirsi, formando un passaggio (denominato fistola) che consente al pus o al sangue di drenare all’esterno. I soggetti possono presentare anche febbre e avvertire una sensazione di malessere generale.

Nel terzo stadio le piaghe possono guarire, lasciando cicatrici, ma le fistole possono persistere o recidivare. Se l’infezione perdura a lungo o recidiva, i vasi linfatici (che drenano i liquidi dai tessuti) possono occludersi, causando un gonfiore dei tessuti genitali e la formazione di ulcere cutanee.

L’infezione rettale può causare la fuoriuscita di secrezioni ematiche purulente dall’ano. Un’infezione protratta nel tempo può produrre cicatrizzazione, con possibile restringimento del retto. I linfonodi pelvici possono gonfiarsi, causando dolore.

Diagnosi dell’LGV

  • Esami su un campione di sangue

  • Esami su un campione prelevato dall’ulcera

Il linfogranuloma venereo si sospetta nelle persone con i sintomi caratteristici che vivono o si sono recate in aree in cui la malattia è comune o che hanno avuto contatti sessuali con persone provenienti da quelle aree.

La diagnosi di linfogranuloma venereo può essere confermata da uno dei seguenti esami:

Prevenzione dell’LGV

Le seguenti misure generali possono aiutare a prevenire il linfogranuloma venereo (e altre malattie a trasmissione sessuale):

Il modo più affidabile per prevenire le malattie a trasmissione sessuale è l’astinenza completa dall’attività sessuale (anale, vaginale od orale); tuttavia, questo è frequentemente irrealizzabile.

Trattamento dell’LGV

  • Antibiotici

Se somministrate nelle fasi precoci del linfogranuloma venereo, la doxiciclina, l’eritromicina o la tetraciclina (che sono antibiotici), assunte per bocca per tre settimane, guariscono dall’infezione; tuttavia, in caso di danno irreversibile ai vasi linfatici, il gonfiore può perdurare.

Se i bubboni (linfonodi ingrossati) causano disagio, i medici possono usare un ago o praticare un’incisione per drenarli.

Coloro che abbiano avuto contatti sessuali con una persona infetta nei 60 giorni precedenti l’esordio dei suoi sintomi, devono essere sottoposti a esami e trattati con una dose singola di azitromicina o con doxiciclina per via orale per 7 giorni, indipendentemente dal fatto che le evidenze suggeriscano la presenza di linfogranuloma venereo o meno.

Dopo l’apparente buon esito del trattamento, si dovrebbero eseguire controlli periodici per 6 mesi.

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