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I fatti in Breve

Autolesionismo non suicidario

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The Manual's Editorial Staff

Ultima revisione/verifica completa apr 2019| Ultima modifica dei contenuti apr 2019
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Cos’è l’autolesionismo non suicidario?

L’autolesionismo non suicidario consiste nel farsi male di proposito, senza tentare di uccidersi. Ad esempio, se ci taglia la pelle per farsi del male ma non per uccidersi, questo viene definito autolesionismo non suicidario: non è un tentativo di suicidio. Gli esempi più comuni di autolesionismo non suicidario sono:

  • Tagliarsi o trafiggersi la pelle con un oggetto affilato (ad es. un coltello, un rasoio, un ago)

  • Bruciarsi la pelle (di solito con una sigaretta)

L’autolesionismo non suicidario:

  • Di solito ha inizio nella prima adolescenza e termina nella prima età adulta

  • Colpisce indistintamente ragazzi e ragazze

  • È più frequente nei soggetti con disturbo borderline della personalità, disturbi alimentari o problemi di dipendenza.

  • Viene spesso eseguito su parti del corpo visibili, come gli avambracci

L’autolesionismo non suicidario deve essere preso sul serio. I soggetti che si fanno del male di proposito tendono a ripetere il comportamento e possono essere a maggior rischio di tentare o commettere il suicidio.

Perché ci si fa male di proposito?

Il motivo non è sempre chiaro, ma l’autolesionismo può essere un modo in cui il soggetto tenta di:

  • Alleviare sentimenti stressanti o negativi

  • Punirsi per qualcosa di male che pensa di aver fatto

  • Reagire a problemi relazionali

  • Ricevere l’aiuto degli altri

In che modo i medici trattano l’autolesionismo non suicidario?

Il medico indagherà sulle lesioni e su cosa è accaduto. Prenderà sul serio quanto accaduto e cercherà di capire se il soggetto possa tentare di uccidersi.

I medici trattano l’autolesionismo non suicidario con la psicoterapia. I due tipi di psicoterapia usati per trattare l’autolesionismo non suicidario sono:

  • La terapia dialettico-comportamentale (dialectical behavior therapy, DBT): in sessioni settimanali e individuali nel corso di un anno, il terapeuta insegna come gestire lo stress

  • La terapia di gruppo per la regolazione emotiva: che aiuta a riconoscere ed accettare le emozioni negative

I farmaci possono aiutare alcune persone. Se si è affetti da disturbi mentali diversi dall’autolesionismo non suicidario, i medici tratteranno anche questi.

È importante effettuare visite mediche di controllo per accertarsi che l’autolesionismo abbia avuto fine.

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