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Panoramica sulla riabilitazione polmonare

Di

Jessica Bon Field

, MD, MS, University of Pittsburgh School of Medicine;


Andrea R. Levine

, MD, University of Maryland School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa dic 2017| Ultima modifica dei contenuti dic 2017
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La riabilitazione polmonare consiste nell’uso di esercizi, formazione e interventi comportamentali volti a migliorare l’efficienza con cui i pazienti affetti da malattie polmonari croniche sono in grado di funzionare nella vita quotidiana, nonché a migliorare la qualità della loro vita.

La riabilitazione polmonare è un programma ideato per i soggetti affetti da pneumopatia cronica. Il suo obiettivo primario è consentire di raggiungere e mantenere il livello massimo di indipendenza e funzionalità. Sebbene la maggior parte dei programmi di riabilitazione si focalizzi sulle necessità di soggetti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), anche i pazienti affetti da altre patologie possono avvalersene. Tutte le fasce di età ne traggono beneficio, compresi i soggetti di età superiore a 70 anni.

I programmi di riabilitazione polmonare possono migliorare la qualità della vita, in quanto consentono di

  • Ridurre la dispnea

  • Aumentare la tolleranza all’attività fisica

  • Promuovere un senso di benessere

  • Diminuire il numero di ricoveri ospedalieri

Tuttavia, questi programmi non prolungano significativamente la sopravvivenza.

La riabilitazione polmonare può essere utile, sia prima che dopo l’intervento chirurgico, per i pazienti affetti da cancro sottoposti a resezione polmonare, quelli che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva sottoposti a chirurgia di riduzione del volume polmonare e quelli affetti da gravi malattie polmonari sottoposti a trapianto di polmone.

In genere, i programmi di riabilitazione polmonare sono condotti in regime ambulatoriale (in altre parole, la persona ha appuntamenti regolari in un ambulatorio o una clinica) o a domicilio.

I programmi di riabilitazione polmonare possono essere utilizzati prima che la malattia polmonare assuma una forma grave. Persino i pazienti con forme meno gravi della malattia possono trarre giovamento dalla terapia per ridurre la dispnea e aumentare la capacità fisica.

I programmi riabilitativi di maggiore efficacia sono quelli in cui i servizi sono forniti da uno specialista in terapia respiratoria o da un fisioterapista, da un infermiere, da un medico, da uno psicologo o da un operatore sociale e dietologo che insieme operano in qualità di team per coordinare servizi di assistenza medica complessi. La maggior parte dei pazienti è ammessa a questi programmi per circa 8-12 settimane. Tuttavia, le tecniche apprese durante il programma possono essere eseguite successivamente a casa, al termine del programma riabilitativo, diversamente i benefici andranno persi.

La terapia polmonare sintomatica, che comprende ossigenoterapia e fisioterapia respiratoria, può essere utilizzata in associazione alla riabilitazione polmonare. Inoltre, tale terapia può essere usata anche nei soggetti non ammessi a questi programmi, ma affetti da patologie polmonari croniche (come la fibrosi cistica o la bronchiectasia) o da condizioni patologiche acute (come la polmonite).

Arruolamento e pianificazione degli obiettivi

Il primo passo per i membri dell’équipe consiste nel definire gli obiettivi del paziente a breve e a lungo termine. Ad esempio, un soggetto anziano può desiderare di prendere l’aereo per andare a trovare un nipote. Se il soggetto può camminare solo 90 m, a causa del respiro affannoso, ma ne deve percorrere 300 per salire a bordo dell’aereo, l’obiettivo iniziale a breve termine sarà quello di aumentare la distanza percorsa con incrementi graduali. I membri dell’équipe devono incoraggiare il soggetto a prefiggersi obiettivi realistici. Una rivalutazione periodica (settimanale) è necessaria per garantire il raggiungimento di tali obiettivi.

Inoltre, è importante che gli operatori identifichino i fattori che potrebbero limitare l’efficacia del programma per un determinato soggetto. Si tratta di fattori legati a difficoltà finanziarie, trasporto al centro riabilitativo, funzionalità cognitive e dinamiche familiari. Un esempio di problema di carattere cognitivo è quello di un soggetto affetto da problemi respiratori e demenza associata. In questo caso, si richiede un approccio specifico per aumentare la comprensione. Un esempio di problema legato alle dinamiche familiari potrebbe essere un soggetto arruolato in un programma che dipende da un assistente sanitario impossibilitato ad aiutare il paziente nella riabilitazione a domicilio. È importante per i membri di un’équipe riconoscere queste problematiche e ideare sistemi per aiutare il paziente.

Si stabiliscono anche obiettivi a lungo termine e il personale insegna ai pazienti come riconoscere variazioni della propria condizione polmonare, in modo da poter contattare tempestivamente il medico. Può essere infatti necessario modificare il trattamento in base alla variazione dei sintomi.

Componenti della riabilitazione polmonare

Un programma di riabilitazione polmonare ha diversi componenti, tra cui

  • Programma di attività fisica

  • Allenamento dei muscoli inspiratori

  • Stimolazione elettrica neuromuscolare

  • Consulenza psicosociale

  • Valutazione e consulenza nutrizionale

  • Formazione, compreso il corretto utilizzo dei farmaci prescritti

Programma di attività fisica

Il programma di attività fisica è probabilmente il più importante strumento di riabilitazione polmonare. Riduce gli effetti dell’inattività e del decondizionamento, determinando una riduzione del respiro affannoso e un miglioramento della capacità fisica. Tuttavia, alcuni problemi fisici possono limitare il tipo di allenamento proposto.

Gli esercizi aerobici e l’allenamento isotonico sono entrambi componenti importanti dell’allenamento fisico nelle persone con disturbi polmonari

L’allenamento delle gambe è l’esercizio fondamentale nell’ambito di un programma riabilitativo Dato che la deambulazione è necessaria per la maggior parte delle attività della vita quotidiana, numerosi programmi di riabilitazione prevedono lunghe camminate (a volte su tapis roulant) come modalità preferita di allenamento. Alcuni soggetti possono preferire esercizi su una cyclette. La scelta di un esercizio comodo e soddisfacente per il paziente migliora l’adesione a lungo termine al programma.

Anche l’allenamento all’esercizio degli arti superiori è di aiuto nei soggetti con malattie respiratorie croniche che siano sintomatici nello svolgimento delle comuni attività quotidiane, come lavarsi i capelli e radersi. Tale allenamento è indispensabile, dato che le malattie polmonari croniche possono dar luogo a una perdita di massa muscolare e alcuni muscoli della spalla possono essere impiegati sia nella respirazione che nei movimenti delle braccia. Le attività che coinvolgono il lavoro delle braccia possono sovraffaticare rapidamente questi muscoli.

Allenamento dei muscoli inspiratori

L’allenamento dei muscoli inspiratori (AMI) è spesso un componente della riabilitazione polmonare. Nell’AMI si utilizzano esercizi e dispositivi respiratori per rafforzare i muscoli coinvolti nella respirazione. Solitamente, l’AMI viene usato insieme ai tradizionali esercizi aerobici e contribuisce a ridurre la dispnea e ad aumentare la capacità fisica.

Stimolazione elettrica neuromuscolare

La stimolazione elettrica neuromuscolare (NeuroMuscular Electrical Stimulation, NMES) utilizza un dispositivo che, attraverso la pelle, applica impulsi elettrici a muscoli selezionati per stimolarne la contrazione e, pertanto, rafforzarli. La NMES può essere efficace nei pazienti affetti da malattie polmonari gravi perché non produce la dispnea, che spesso impedisce loro di partecipare ai tipici esercizi di allenamento.

Consulenza psicosociale

Depressione e ansia sono reazioni comuni ai cambiamenti che si verificano nella vita di chi soffre di una malattia polmonare. Inoltre, la dispnea stessa può determinare ansia e depressione, interferire con l’attività sessuale e causare difficoltà di gestione dello stress e del rilassamento. Attraverso la consulenza, la terapia di gruppo e, quando necessario, il trattamento farmacologico, il paziente può imparare a gestire al meglio questi problemi psicosociali. A volte anche la famiglia interviene nel programma per aiutare il paziente pneumopatico ad adeguarsi al nuovo stile di vita, prendendosi cura di lui e delle sue rinnovate esigenze.

Valutazione e consulenza nutrizionale

I soggetti affetti da malattie polmonari spesso necessitano di una valutazione e di una consulenza nutrizionale. Ad esempio, quelli con broncopneumopatia cronica ostruttiva, spesso tendono a perdere peso. I programmi di riabilitazione polmonare aiutano i pazienti a evitare la perdita di peso e a conservare la massa muscolare. È importante insegnare il paziente a mantenere un adeguato apporto calorico e ad evitare pasti troppo abbondanti, che possono determinare difficoltà respiratoria. In alternativa, il paziente evidenzia un aumento ponderale a causa del ridotto livello di attività. In questo caso, la respirazione è associata a un maggiore fabbisogno a carico di un apparato respiratorio già in affanno. La perdita di peso reca beneficio a questa categoria di pazienti.

Impiego di farmaci e istruzioni

I pazienti affetti da gravi pneumopatie assumono generalmente svariati farmaci. Spesso questi farmaci devono essere assunti in base a istruzioni precise e ad un complesso schema posologico. Attraverso un programma di riabilitazione, questi pazienti possono apprendere quali siano gli orari corretti per l’assunzione dei farmaci. L’educazione spesso comprende l’informazione sulla natura della malattia polmonare e sul ruolo della farmacoterapia, compresi i benefici attesi, i possibili effetti collaterali e la tecnica più appropriata per assumere i farmaci per via aerosolica. I programmi controllano, in modo rigoroso, l’aderenza alla terapia e insegnano ai pazienti e ai familiari l’importanza del corretto uso dei farmaci.

I pazienti vengono inoltre istruiti riguardo alla necessità di smettere di fumare, alle strategie respiratorie (come la respirazione a labbra socchiuse, in cui l’espirazione viene iniziata contro le labbra chiuse per diminuire la frequenza respiratoria e la dispnea) e ai principi di conservazione dell’energia fisica.

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