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Poliposi adenomatosa familiare

Di

Minhhuyen Nguyen

, MD, Fox Chase Cancer Center, Temple University

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Risorse sull’argomento

La poliposi adenomatosa familiare è una malattia ereditaria in cui durante l’infanzia o l’adolescenza nell’intestino crasso e nel retto si sviluppano molti polipi precancerosi (spesso anche più 100).

Il polipo è una neoformazione di tessuto che si proietta dalla parete di uno spazio cavo, come l’intestino (vedere anche Polipi del colon e del retto). La poliposi adenomatosa familiare interessa 1 persona su 8.000-14.000. I polipi sono presenti nel 50% dei soggetti entro i 15 anni d’età e nel 95% dei soggetti entro i 35 anni d’età. In quasi tutti i soggetti non trattati, i polipi si trasformano in tumore dell’intestino crasso o del retto (tumore del colon-retto) entro i 40 anni di età.

Sapevate che...

  • Quasi tutti i soggetti affetti da poliposi adenomatosa familiare sviluppano cancro del colon entro i 40 anni d’età.

I pazienti affetti da poliposi adenomatosa familiare hanno inoltre un rischio aumentato di sviluppare cancro del duodeno, del pancreas, della tiroide, del cervello e del fegato. Possono inoltre sviluppare altre complicanze (in precedenza note con il nome di sindrome di Gardner), in particolare vari tipi di tumori non cancerosi. Questi tumori non cancerosi si sviluppano in altre sedi del corpo (ad esempio, sulla cute, nella scatola cranica o nella mascella).

Sintomi

I sintomi e la diagnosi di poliposi adenomatosa familiare sono uguali a quelli associati ad altri polipi del colon (vedere Sintomi dei polipi nel colon e nel retto). La maggior parte dei pazienti è asintomatica ma in qualche caso si riporta sanguinamento rettale. che in genere è comunque circoscritto a quantità microscopiche.

Diagnosi

  • Colonscopia

  • Test genetici

  • Esami per l’epatoblastoma nei bambini

Per la diagnosi di poliposi adenomatosa familiare viene utilizzata la colonscopia.

In presenza di poliposi adenomatosa familiare, i medici raccomandano anche analisi genetiche, anche dei parenti più stretti del paziente. Se le analisi genetiche non sono disponibili, i parenti dovranno essere sottoposti a screening una volta all’anno con sigmoidoscopia (esame della parte inferiore dell’intestino crasso con una sonda di esplorazione) a partire dai 12 anni e riducendo la frequenza ad ogni decennio.

I figli di pazienti affetti da poliposi adenomatosa familiare possono essere valutati per la ricerca di un tipo di cancro del fegato (epatoblastoma) dalla nascita fino ai 5 anni di età.

Trattamento

  • Rimozione chirurgica del colon e, talvolta, del retto

  • Probabilmente, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)

Poiché quasi tutti i pazienti con poliposi adenomatosa familiare sviluppano il cancro, i medici raccomandano generalmente il trattamento chirurgico non appena la malattia viene diagnosticata. Le procedure possibili sono diverse. L’asportazione di tutto l’intestino crasso e del retto (colectomia totale o proctocolectomia) elimina il rischio di tumore. Poiché il paziente non possiede il retto, l’estremità dell’intestino tenue viene fissata in via definitiva all’apertura chirurgica operata nella parete addominale (ileostomia). Le feci vengono eliminate attraverso l’ileostomia in un sacchetto monouso.

In alternativa all’ileostomia, è possibile asportare l’intestino crasso e solo la mucosa del retto (dal momento che i polipi si originano dalla mucosa). A quel punto si può dare forma di tasca all’estremità dell’intestino tenue connessa all’ano. La tasca svolge le medesime funzioni del retto, eliminando la necessità di ileostomia.

Come ulteriore opzione, si asporta solo l’intestino crasso e il retto viene congiunto all’intestino tenue. Questa procedura non elimina la possibilità di sviluppo di polipi rettali, che possono trasformarsi in tumori. Il resto del retto deve pertanto essere analizzato spesso con la sigmoidoscopia, in modo da consentire l’asportazione dei nuovi polipi. Tuttavia, se i nuovi polipi si sviluppano troppo rapidamente, si deve asportare anche il retto.

Dopo l’asportazione dell’intero retto e intestino crasso, il paziente deve sottoporsi a endoscopia dello stomaco e del tratto superiore dell’intestino tenue (duodeno) a intervalli periodici al fine di verificare l’eventuale presenza di cancro. I medici possono raccomandare inoltre lo screening annuale della tiroide.

Sono in fase di studio alcuni FANS per la loro capacità di far regredire la crescita di polipi in pazienti affetti da poliposi adenomatosa familiare e da polipi o tumore dell’intestino crasso. I loro effetti sono, tuttavia, temporanei e, dopo la sospensione, la condizione recidiva.

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