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Gastroenterite

Di

Thomas G. Boyce

, MD, MPH, University of North Carolina School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa giu 2019| Ultima modifica dei contenuti giu 2019
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

La gastroenterite è l’infiammazione della mucosa gastrica, dell’intestino tenue e dell’intestino crasso. Origina generalmente dall’infezione di un microrganismo, ma può anche essere provocata da ingestione di tossine chimiche o farmaci.

  • La gastroenterite di solito è causata da un’infezione, ma può anche essere provocata da ingestione di tossine o farmaci.

  • Di norma il paziente lamenta dolore addominale, nausea, vomito e diarrea.

  • La diagnosi si basa su un’anamnesi di recente contatto con soggetti, cibo o acqua contaminati da alcuni microrganismi, recente uso di antibiotici e, in alcuni casi, esami di laboratorio.

  • Il modo migliore per prevenire l’infezione è lavarsi abbondantemente le mani dopo l’evacuazione o il contatto con materia fecale ed evitare cibi poco cotti.

  • Gli antibiotici sono utilizzati per trattare solo alcuni tipi dei batteri che causano gastroenterite.

La gastroenterite di solito si manifesta con diarrea, lieve o grave, che può essere accompagnata da perdita dell’appetito, nausea, vomito, crampi e fastidio addominale. Sebbene di solito non sia un evento grave in un adulto sano, in quanto causa solo fastidio e qualche inconveniente, la gastroenterite può provocare una disidratazione e uno squilibrio elettrolitico potenzialmente letali nei pazienti molto malati o debilitati, molto giovani o molto anziani. Ogni anno negli Stati Uniti circa 1 paziente su 6 sviluppa gastroenterite mangiando cibo contaminato. Circa 1,5 milioni di bambini in tutto il mondo muoiono ogni anno a causa della gastroenterite.

Cause

Le cause più comuni di gastroenterite sono:

  • Virus (più comunemente)

  • Batteri

  • Parassiti

Le altre cause includono

  • Tossine chimiche

  • Farmaci

Le infezioni che provocano gastroenterite possono essere trasmesse da un soggetto all’altro, specialmente se chi presenta diarrea non si lava accuratamente le mani dopo la defecazione. L’infezione può svilupparsi anche se il paziente si tocca la bocca dopo aver toccato un oggetto (pannolino o giocattolo) contaminato da feci infette. Tutte queste forme di trasmissione che coinvolgono feci infette prendono il nome di trasmissione oro-fecale. Un soggetto, e talvolta anche molti (in tal caso la diffusione della malattia è detta epidemia), possono infettarsi ingerendo cibo o bevendo acqua contaminati da feci infette. La maggior parte dei cibi può essere contaminata da batteri e può provocare una gastroenterite se non viene cotta con cura o pastorizzata. Talvolta l’acqua contaminata viene ingerita in situazioni insolite, come quando si nuota in un laghetto contaminato da feci di un animale oppure in una piscina contaminata da feci di un’altra persona. Talvolta, la gastroenterite viene contratta attraverso contatto diretto con animali che trasportano il microrganismo infettivo.

Virus

I virus sono la causa più comune di gastroenterite negli Stati Uniti. Certi virus infettano le cellule presenti sulla mucosa dell’intestino tenue in cui si moltiplicano e provocano diarrea acquosa, vomito e febbre. Nella maggior parte dei casi la gastroenterite è causata da quattro categorie di virus: norovirus, rotavirus e, meno comunemente, astrovirus e adenovirus enterico (intestinale).

Il norovirus infetta persone di qualsiasi età. Attualmente è la causa più comune di gastroenterite negli Stati Uniti. Le infezioni si diffondono in tutto l’anno, ma l’80% si concentra da novembre ad aprile. La maggior parte dei pazienti viene infettata dopo ingestione di cibo o acqua contaminati. Poiché il norovirus è altamente contagioso, l’infezione può facilmente diffondersi attraverso il contatto umano. Il virus causa la maggior parte dei casi di epidemie di gastroenterite sulle navi da crociera e nelle case di cura.

Il rotavirus è la causa più comune di grave diarrea disidratante nei bambini più piccoli a livello mondiale. La sua incidenza negli Stati Uniti si è ridotta dell’80% da quando i vaccini anti-rotavirus sono stati aggiunti al programma di vaccinazioni di routine. Colpisce generalmente i pazienti di età compresa fra i 3 e i 15 mesi. Il rotavirus è altamente contagioso. La maggior parte delle infezioni si diffonde per trasmissione oro-fecale. La popolazione adulta può contrarre l’infezione dopo stretto contatto con un neonato infetto, ma la malattia è generalmente lieve. Nei climi temperati la maggior parte delle infezioni si osserva d’inverno. Ogni anno negli Stati Uniti, un’ondata di malattia da rotavirus colpisce la popolazione a partire da novembre nel sud-est del Paese per concludersi a marzo nel nord-est.

L’astrovirus può infettare ad ogni età, ma generalmente colpisce in età neonatale e prescolare. L’infezione è più comune in inverno e si diffonde per trasmissione oro-fecale.

L’adenovirus colpisce più comunemente i bambini di età inferiore ai 2 anni. Le infezioni si contraggono tutto l’anno e aumentano lievemente d’estate. Si diffondono per trasmissione oro-fecale.

Altri virus (come citomegalovirus ed enterovirus) possono causare gastroenterite in soggetti immunodepressi.

Sapevate che...

  • A livello mondiale, circa 1,5 milioni di bambini in tutto il mondo muoiono ogni anno per gastroenterite infettiva.

Batteri

La gastroenterite batterica è meno comune della gastroenterite virale. I batteri causano gastroenterite in svariati modi. Alcune specie, come il Vibrio cholerae e ceppi enterotossigeni di Escherichia coli (E. coli) aderiscono alla mucosa intestinale senza invaderla e producono enterotossine. Queste tossine provocano una secrezione intestinale di acqua ed elettroliti, dando luogo a diarrea acquosa.

Alcuni batteri (come alcuni ceppi di E. coli,Campylobacter,Shigella, Salmonella e Clostridium difficile) invadono la mucosa dell’intestino tenue o del colon. Qui, danneggiano le cellule, causando piccole ferite (ulcerazioni) che sanguinano e una considerevole fuoriuscita di liquido contenente proteine, elettroliti e acqua. La diarrea contiene leucociti ed eritrociti e, in alcuni casi, sangue visibile.

La Salmonella e il Campylobacter sono le cause batteriche di diarrea più comuni negli Stati Uniti. Entrambe le infezioni sono più di frequente acquisite da carne di pollame poco cotta. Un’altra possibile origine è il latte non pastorizzato. Può capitare che il Campylobacter sia trasmesso da cani o gatti con la diarrea. La Salmonella può trasmettersi mangiando uova poco cotte o dal contatto con rettili (come tartarughe o lucertole), volatili o anfibi (come rane o salamandre).

Specie di Shigella sono anch’esse una causa comune di diarrea negli Stati Uniti e generalmente si trasmettono attraverso il contatto umano (specialmente nei centri di assistenza diurna); non mancano tuttavia episodi di trasmissione alimentare.

Probabilmente il Clostridium difficile è oggi la causa batterica più comune di diarrea negli Stati Uniti e la causa più comune di diarrea che insorge dopo il trattamento con antibiotici ( Gastroenterite come effetto collaterale dei farmaci). Tuttavia, talvolta insorge in soggetti che non sono mai stati trattati con antibiotici. Gli antibiotici uccidono i batteri sani normalmente presenti nell’intestino, il che consente ai batteri di Clostridium difficile di crescere al loro posto. Il Clostridium difficile produce una tossina che causa grave diarrea acquosa (vedere anche Diarrea indotta da Clostridium difficile).

Diversi sottotipi di E. coli causano diarrea:

  • L’E. coli enteroemorragico (definito anche E. coli produttore della tossina Shiga) è il sottotipo di E. coli più significativo negli Stati Uniti e causa colite emorragica e sindrome emolitico-uremica nel 5-10% della popolazione. E. coli O157:H7 è il ceppo più comune di questo sottotipo negli Stati Uniti. La carne di manzo macinata poco cotta, il succo e il latte non pastorizzati nonché l’acqua contaminata sono possibili fonti. La trasmissione per contatto umano è comune nei centri di assistenza sanitaria diurna. Si sono verificate epidemie in pazienti che avevano frequentato piscine, laghi o parchi acquatici (condizione che prende il nome di malattia da uso delle acque a scopo ricreativo).

  • L’E. coli enterotossigeno produce due tossine che causano diarrea acquosa. Questo sottotipo di batteri di E. coli è la causa più comune di diarrea del viaggiatore in pazienti che si recano in Paesi in via di sviluppo.

  • Anche l’E. coli enteropatogeno causa diarrea acquosa. In passato era una causa comune di epidemie di diarrea negli asili nido, ma oggi è raro.

  • L’E. coli enteroinvasivo causa diarrea emorragica o non emorragica, principalmente nei Paesi in via di sviluppo. Ha un’incidenza rara negli Stati Uniti.

  • L’E. coli enteroaggressivo causa diarrea meno grave, ma più prolungata, rispetto agli altri sottotipi. Come nel caso di altri sottotipi, è più comune nei Paesi in via di sviluppo e può essere causa di diarrea del viaggiatore.

Altri batteri, come lo Staphylococcus aureus (vedere anche Intossicazione alimentare da stafilococco), il Bacillus cereus e il Clostridium perfringens producono una tossina che può essere presente nel cibo contaminato. La tossina può provocare gastroenterite senza dare luogo a infezione batterica. Tali tossine causano generalmente nausea grave, vomito e diarrea. I sintomi si manifestano entro 12 ore dall’ingestione del cibo contaminato e si attenuano nell’arco di 36 ore.

Diversi altri batteri causano gastroenterite, ma sono per lo più rari negli Stati Uniti. La Yersinia enterocolitica può causare gastroenterite o una sindrome che presenta analogie con l’appendicite. La contrazione dell’infezione avviene dopo ingestione di carne suina poco cotta, latte non pastorizzato o acqua contaminata. Diverse specie di Vibrio (come il Vibrio parahaemolyticus) causano diarrea dopo ingestione di pesce poco cotto. Il Vibrio cholerae, responsabile di diarrea acquosa, il sintomo principale del colera, talora dà luogo a grave diarrea disidratante nei Paesi in via di sviluppo. Possono svilupparsi epidemie dopo catastrofi naturali o nei campi profughi. La Listeria raramente provoca gastroenterite di origine alimentare, ma più spesso causa un’infezione del torrente ematico o meningite nelle donne in gravidanza, nei neonati o negli anziani. L’Aeromonas viene acquisito durante il nuoto o l’ingestione di acque contaminate, sia dolci che salate. Il Plesiomonas shigelloides può causare diarrea in caso di ingestione di crostacei crudi o di viaggi in Paesi tropicali in via di sviluppo regioni.

Parassiti

Certi parassiti, in particolar modo la Giardia intestinalis, aderiscono o invadono la mucosa intestinale e causano nausea, vomito, diarrea e un senso di malessere diffuso. L’infezione che ne risulta, definita giardiasi, è più frequente nei climi freddi, ma si verifica in qualsiasi regione degli Stati Uniti e in tutto il mondo. Se la malattia diventa persistente (cronica), può impedire all’organismo di assorbire le sostanze nutritive, una condizione nota come sindrome da malassorbimento. L’infezione si diffonde generalmente dopo aver bevuto acqua contaminata (talvolta da pozzi o sorgenti d’acqua non convenzionali trovate facendo campeggio o escursionismo) o, meno comunemente, attraverso il contatto umano (come nei centri di assistenza sanitaria diurna).

Un altro parassita intestinale, il Cryptosporidium parvum, causa una diarrea acquosa talvolta accompagnata da crampi addominali, nausea e vomito. L’infezione che ne deriva, definita criptosporidiosi, è generalmente lieve in persone altrimenti sane, ma può essere grave o addirittura letale nei soggetti con un sistema immunitario compromesso. Viene più di frequente acquisito bevendo acqua contaminata. Essendo resistente alle normali concentrazioni di cloro, questo parassita è la causa più comune di malattia da uso delle acque a scopo ricreativo negli Stati Uniti.

Altri parassiti che possono causare sintomi analoghi a quelli di criptosporidiosi sono la Cyclospora cayetanensis e, in soggetti immunodepressi, la Cystoisospora belli e un accumulo di organismi definiti microsporidia. L’Entamoeba histolytica causa amebiasi, un’infezione dell’intestino crasso e, in alcuni casi, del fegato e di altri organi. L’amebiasi è una causa comune di diarrea emorragica nei Paesi in via di sviluppo, ma è rara negli Stati Uniti.

Gastroenterite chimica

La gastroenterite può derivare dall’ingestione di tossine chimiche ( Panoramica sull’intossicazione alimentare). Queste tossine sono solitamente prodotte da piante, tra cui funghi velenosi, o da alcuni tipi di pesce esotico e quindi non sono causate da un’infezione. La gastroenterite causata da sostanze chimiche tossiche può verificarsi anche dopo l’ingestione di acqua o cibo contaminati da sostanze chimiche come arsenico, piombo, mercurio o cadmio. Un’intossicazione da metalli pesanti causa di frequente nausea, vomito, dolore addominale e diarrea. L’assunzione di cibi che provocano acidità, tra cui agrumi e pomodori, provoca, in alcuni soggetti, una gastroenterite.

Tabella
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Microrganismi che causano la gastroenterite

Microrganismo

Fonti comuni

Sintomi

Uso di antibiotici

Astrovirus

Epidemiche e spesso stagionali

Diarrea lievemente acquosa

Vomito e febbre

I sintomi iniziano 3-4 giorni dopo aver contratto l’infezione

Di solito dura 2-7 giorni

Simile al rotavirus

Non sono somministrati antibiotici né farmaci antivirali.

Consumo di carne contaminata (specialmente pollame poco cotto)

Consumo di acqua contaminata o latte non pastorizzato

Spesso diarrea emorragica, talvolta acquosa, che può durare da 1 giorno a una settimana o più

Gli antibiotici somministrati nello stadio precoce della malattia possono ridurre la durata dei sintomi (ad esempio azitromicina o ciprofloxacina).

Solitamente dovuto a proliferazione batterica in soggetti che hanno assunto antibiotici

Diarrea

Si sospende la terapia con l’antibiotico che ha causato la malattia.

Si somministrano vancomicina o fidaxomicina per via orale.

I pazienti che non tollerano questi farmaci possono assumere metronidazolo.

Consumo di acqua contaminata

Contatto umano

Esposizione all’acqua per scopi ricreativi

I pazienti immunodepressi sono particolarmente sensibili

Diarrea acquosa, dolori addominali crampiformi, nausea, affaticamento e vomito

Dura generalmente circa 2 settimane

Si somministrano farmaci antiparassitari (ad esempio, nitazoxanide).

Cibi o acqua contaminati

Diarrea emorragica, dolore addominale, perdita di peso della durata di 1-3 settimane

Può causare infezione del fegato e di altri organi

Si somministrano farmaci antiparassitari (ad esempio, metronidazolo, iodochinolo o paromomicina).

Escherichia coli enteroemorragico (più comunemente E. coli O157:H7, Colite emorragica)

Consumo di carne di manzo macinata poco cotta oppure succo o latte non pastorizzato

Nuoto in piscine contaminate

Contatto umano

Contatto con animali infetti e successivo contatto tra dita e bocca

Improvvisi crampi addominali, diarrea acquosa che solitamente diventa emorragica in 1-3 giorni e sindrome emolitico-uremica nel 5% circa dei soggetti

Non si somministrano antibiotici, poiché aumentano il rischio di sviluppare una sindrome emolitico-uremica.

Escherichia coli enterotossigeno (responsabile della diarrea del viaggiatore)

Cibi o acqua contaminati

Frequente diarrea acquosa

Di solito dura 3-5 giorni

Gli antibiotici (ad esempio, ciprofloxacina o levofloxacina) possono ridurre la durata della malattia.

L’azitromicina viene impiegata nella popolazione pediatrica.

Consumo di acqua contaminata

Contatto umano, in particolare in strutture di assistenza sanitaria diurna

Diarrea, nausea e perdita dell’appetito

Malattia di lunga durata (da parecchi giorni a diverse settimane), con feci oleose, meteorismo addominale, flatulenza, affaticamento e perdita di peso

Si somministrano farmaci antiparassitari (ad esempio, metronidazolo o nitazoxanide).

Adenovirus intestinale

Epidemiche e spesso stagionali

Diarrea acquosa frequente durante 1-2 settimane

Il vomito in forma lieve esordisce 1-2 giorni dopo la diarrea

La febbre si sviluppa nel 50% dei casi

I sintomi iniziano 3-10 giorni dopo aver contratto l’infezione

Ha generalmente durata pari o superiore a 10 giorni

Non sono somministrati antibiotici né farmaci antivirali.

Norovirus

Epidemiche e spesso stagionali

Frequente diarrea acquosa

Vomito, soprattutto nei bambini

Crampi allo stomaco, cefalea e dolori diffusi

Nel 30% circa dei pazienti si manifesta febbre superiore a 39 °C

La diarrea colpisce generalmente in età adulta

I sintomi iniziano 1-2 giorni dopo aver contratto l’infezione

Di solito dura 2-7 giorni

Non sono somministrati antibiotici né farmaci antivirali.

Epidemiche e spesso stagionali

Frequente diarrea acquosa

Vomito e febbre superiore a 39 °C

I sintomi iniziano 1-3 giorni dopo aver contratto l’infezione

Possono durare per 5-7 giorni

Non sono somministrati antibiotici né farmaci antivirali.

Sono disponibili vaccini per i neonati.

Consumo di cibo contaminato

Contatto con rettili (ad esempio, iguana, serpente e tartaruga), volatili o anfibi (ad esempio, rane e salamandre)

Febbre alta, stanchezza estrema, crampi addominali, nausea, vomito, diarrea che può essere emorragica o meno

I sintomi solitamente durano 3-7 giorni

Non si somministra cura antibiotica.

Contatto umano, specialmente nei centri di assistenza sanitaria diurna

Possono essere lievi o gravi

Nei casi lievi, feci molli, acquose

Nei casi gravi, febbre alta, estrema stanchezza, forti crampi addominali, evacuazione dolorosa di feci contenenti sangue e muco

I sintomi solitamente durano circa una settimana, senza trattamento

Gli antibiotici riducono la durata della malattia e il rischio di diffusione ad altri soggetti (ad esempio, ciprofloxacina o trimetoprim-sulfametoxazolo).

Bacillus cereus

Cibo contaminato da tossine prodotte dai batteri

Nausea grave, vomito e diarrea

I sintomi si manifestano entro 12 ore dall’ingestione del cibo contaminato e si attenuano nell’arco di 36 ore

La cura antibiotica non viene solitamente somministrata.

Cibi o acqua contaminati

Diarrea acquosa indolore e vomito

Può causare notevole perdita di liquidi e shock

Si somministrano antibiotici (ad esempio, ciprofloxacina o doxiciclina).

Altri tipi di Vibrio

Crostacei

Diarrea acquosa, spesso con scarsa nausea o vomito

Si somministrano antibiotici (ad esempio, ciprofloxacina, doxiciclina o trimetoprim/sulfametoxazolo).

Gastroenterite come effetto collaterale dei farmaci

Nausea, vomito e diarrea sono gli effetti collaterali più frequenti di molti farmaci. I comuni responsabili includono

  • Antiacidi che contengono magnesio come componente principale

  • Antibiotici

  • Farmaci chemioterapici

  • Radioterapia

  • Colchicina (per la gotta)

  • Digossina (usata di solito per l’insufficienza cardiaca o alcune aritmie del cuore)

  • Farmaci utilizzati per rimuovere o distruggere vermi parassitari interni

  • Lassativi

Oltre alla diarrea ad essi associata, l’uso di antibiotici può provocare diarrea indotta da Clostridium difficile.

L’abuso di lassativi può causare debolezza, vomito, diarrea, perdita di elettroliti e altri disturbi.

Può essere difficile riconoscere la causa farmacologica di una gastroenterite. Nei casi lievi, il medico può far interrompere al soggetto l’assunzione del farmaco per poi farlo riprendere successivamente. Se i sintomi si riducono quando il soggetto interrompe l’assunzione del farmaco e ricominciano quando lo riprende, questo farmaco può essere la causa dei sintomi gastrointestinali. Nei casi gravi di gastroenterite, il medico può far interrompere l’assunzione del farmaco definitivamente.

Sintomi

Il tipo e la gravità della sintomatologia dipendono dal tipo e dalla quantità dei microrganismi o delle tossine ingeriti. I sintomi variano anche a seconda della resistenza del soggetto. I sintomi spesso iniziano improvvisamente, a volte si manifestano in forma grave, con perdita dell’appetito, nausea o vomito. Possono verificarsi un brontolio udibile dell’intestino e crampi addominali. La diarrea è il sintomo più comune e può essere accompagnato da sangue e muco visibili. Le anse dell’intestino possono essere gonfie (distese) di gas. Il soggetto può avere febbre, accusare malessere generale, presentare dolori muscolari e un senso di spossatezza.

Gastroenterite causata da virus

I virus provocano diarrea acquosa. Raramente le feci contengono muco o sangue.

Il rotavirus può durare da 5 a 7 giorni nei lattanti e nei bambini piccoli. La maggior parte dei bambini accusa vomito e qualcuno febbre.

Il norovirus causa più vomito e diarrea e dura solo 1-2 giorni.

L’adenovirus causa vomito lieve 1 o 2 giorni dopo l’inizio della diarrea. La diarrea può durare da 1 a 2 settimane.

I sintomi dell’astrovirus sono simili a quelli di un’infezione da rotavirus lieve.

Gastroenterite causata da batteri

I batteri possono causare febbre e indurre diarrea sanguinolenta o acquosa. Alcuni batteri provocano anche vomito.

Gastroenterite causata da parassiti

I parassiti di solito causano diarrea che può durare a lungo e possono indurre diarrea intermittente. La diarrea di solito non è sanguinolenta. La diarrea di lunga durata causata da infezione parassitaria può provocare molta stanchezza e perdita di peso.

Complicanze della gastroenterite

Vomito e diarrea gravi possono portare a una marcata disidratazione. I sintomi di disidratazione comprendono debolezza, diminuita frequenza dell’emissione di urine, secchezza delle fauci e, nei lattanti, la mancata produzione di lacrime quando piangono. Vomito o diarrea eccessivi possono portare a problemi elettrolitici come bassi livelli di potassio nel sangue (ipokaliemia) e disidratazione, che possono causare un abbassamento della pressione e frequenza cardiaca accelerata. Possono anche svilupparsi bassi livelli di sodio nel sangue (iponatriemia), specialmente se il soggetto sostituisce i liquidi perduti con liquidi che contengono poco sale o che ne sono privi, come l’acqua e il tè. La perdita di acqua e gli squilibri elettrolitici sono potenzialmente gravi, specialmente nei giovani, negli anziani e nei soggetti con patologie croniche. Nei casi gravi possono svilupparsi shock e insufficienza renale.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Essere venuti a contatto con alimenti o acqua contaminati oppure uso di antibiotici o viaggi recenti

  • Talvolta esame delle feci

  • Talvolta sigmoidoscopia

La diagnosi di una gastroenterite è di solito evidente grazie ai soli sintomi, ma la causa spesso non lo è. A volte altri familiari o colleghi hanno avuto malattie con sintomi simili. Altre volte, la gastroenterite può essere attribuita ad acqua contaminata o cibo cotto male, avariato o contaminato, tra cui frutti di mare crudi o maionese lasciata fuori dal frigorifero troppo a lungo. Anche recenti viaggi, specialmente in alcuni Paesi stranieri, e l’uso recente di antibiotici possono fornire degli indizi.

Se i sintomi sono gravi o durano più di 48 ore, possono essere esaminati in laboratorio campioni di feci per l’analisi di globuli bianchi e batteri, virus o parassiti.

Se i sintomi persistono per più di alcuni giorni, il medico può decidere di esaminare l’intestino crasso con un sigmoidoscopio (sonda di esplorazione flessibile utilizzata per visualizzare la parte inferiore del tratto digerente) per stabilire se il soggetto ha una patologia come la colite ulcerosa.

I malati gravi possono aver bisogno di esami del sangue per stabilire la presenza di squilibri idrici o elettrolitici o di esami per determinare la funzionalità renale.

Prevenzione

  • Vaccinazione

  • Igiene

  • Allattamento al seno

Sono disponibili due vaccini anti-rotavirus per somministrazione orale, entrambi sicuri ed efficaci contro la maggior parte dei ceppi di rotavirus. La vaccinazione anti-rotavirus rientra nell’ambito del programma pediatrico di vaccinazione raccomandato.

Per i neonati, un modo semplice ed efficace per contribuire alla prevenzione della gastroenterite è l’allattamento al seno. Agli assistenti si raccomanda di lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di preparare i biberon per i neonati che assumono latte artificiale. Inoltre, devono lavarsi le mani dopo aver cambiato i pannolini. Le zone per il cambio dei pannolini devono essere disinfettate usando una soluzione di candeggina per la casa preparata sul momento (circa 60 ml di candeggina diluita in circa 4 litri di acqua). I bambini affetti da diarrea devono essere esclusi dai centri di assistenza sanitaria diurna per l’intero periodo di durata della sintomatologia. I bambini con infezione da E. coli che causa diarrea emorragica o da Shigella devono inoltre essere sottoposti a due colture fecali e risultare negativi prima di tornare presso il centro.

Sapevate che...

  • Bastano 20 secondi per ottenere tutti i benefici del lavaggio delle mani con normale acqua e sapone.

I neonati e altri soggetti immunodepressi non devono essere esposti a rettili, volatili o anfibi, perché questi animali sono tipicamente portatori dei batteri della Salmonella e l’infezione è più grave in questi gruppi di persone.

Dato che la maggior parte delle infezioni che causano la gastroenterite è trasmessa tramite il contatto umano, soprattutto attraverso il contatto diretto o indiretto con feci infette, il metodo di prevenzione più efficace consiste nel lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo la defecazione. Per prevenire infezioni a trasmissione alimentare, si raccomanda di lavare le mani prima di toccare cibo, coltelli e taglieri utilizzati per tagliare la carne cruda prima dell’uso con qualsiasi altro alimento; carne e uova devono essere cotte bene e gli eventuali avanzi riposti in frigorifero subito dopo che sono stati cucinati. Prodotti caseari e succo di mela devono essere utilizzati solamente pastorizzati. In viaggio si raccomanda di evitare alimenti e bevande ad alto rischio, come quelli esposti dai venditori ambulanti.

Al fine di prevenire la contrazione di malattie da uso di acque a scopo ricreativo, evitare di nuotare con diarrea in corso. Il pannolino nei bambini deve essere cambiato spesso, in bagno, non vicino al water. Durante il nuoto, evitare di ingerire l’acqua.

Dal momento che la maggior parte degli antibiotici può aumentare il rischio di diarrea causata da infezione da Clostridium difficile, gli antibiotici vanno usati solo quando necessario e mai in situazioni in cui non avranno alcun effetto (ad esempio, per un’infezione virale).

Trattamento

  • Liquidi e soluzioni reidratanti

  • Talvolta, farmaci

  • Eventualmente probiotici

Reidratazione

Spesso l’unico trattamento necessario per la gastroenterite è il riposo a letto e bere un’adeguata quantità di liquidi. Persino i soggetti che vomitano devono bere il più possibile, con sorsi piccoli e frequenti. Se la diarrea o il vomito è prolungato o se il soggetto diventa gravemente disidratato, può essere necessario infondere liquidi ed elettroliti per via endovenosa. Dato che i bambini possono disidratarsi più rapidamente, devono ricevere liquidi con l’appropriata miscela di sali e zuccheri. Una qualunque delle soluzioni disponibili in commercio che servono per reintegrare i liquidi e gli elettroliti perduti (soluzioni reidratanti orali) è soddisfacente. Bevande gassate, tè, bevande per lo sport, bevande contenenti caffeina e succhi di frutta non sono appropriati. Proseguire l’allattamento al seno se possibile.

Al risolversi dei sintomi, è possibile aggiungere gradualmente cibi alla dieta. Non vi è limite alla quantità ammessa di alimenti leggeri come cereali, gelatina, banane, riso, succo di mela e pancarré. Tuttavia, in alcuni casi, per qualche giorno dopo la diarrea, si assiste a una temporanea intolleranza al latte.

Farmaci

Il medico potrebbe prescrivere farmaci antinausea per via orale per il vomito da lieve a moderato. Se il vomito è grave, i farmaci antinausea possono essere somministrati sotto forma di iniezione o di supposta.

Se la diarrea persiste dopo aver seguito la dieta leggera per 24-48 ore e non vi è sangue nelle feci che indichi una più grave infezione batterica, il medico può prescrivere un farmaco per il controllo del sintomo, come il difenossilato, o indicare un farmaco da banco come la loperamide. Questi farmaci di solito non vengono somministrati ai bambini di età inferiore ai 2 anni.

Dato che gli antibiotici possono provocare diarrea e stimolare la crescita di microrganismi resistenti agli antibiotici, sono raramente adatti, perfino quando un batterio noto provoca la gastroenterite. Si può tuttavia ricorrere agli antibiotici se la causa sono alcuni batteri, come Campylobacter, Shigella e Vibrio, nonché per i pazienti affetti da diarrea del viaggiatore. Gli antibiotici vengono utilizzati anche per trattare la diarrea causata da Clostridium difficile. L’antibiotico usato per il trattamento è diverso dall’antibiotico che ha causato l’infezione da Clostridium difficile.

Sapevate che…

  • Gli antibiotici non sempre sono utili in caso di diarrea di origine batterica.

Le infezioni parassitarie sono trattate con farmaci antiparassitari come metronidazolo e nitazoxanide.

Probiotici

Alcuni batteri sono naturalmente presenti nel corpo umano e favoriscono la crescita dei batteri buoni (probiotici). L’uso di probiotici, come il lactobacillus (tipicamente presente nello yogurt), può ridurre leggermente la durata della diarrea (forse meno di un giorno). Tuttavia, i probiotici non sono in grado di prevenire le conseguenze più gravi della gastroenterite, come la necessità di liquidi per via endovenosa o il ricovero.

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