Manuale Msd

Please confirm that you are not located inside the Russian Federation

Caricamento in corso

Cause degli elevati costi della sanità

Di

Roger I. Schreck

, MD

Ultima revisione/verifica completa lug 2018| Ultima modifica dei contenuti lug 2018
per accedere alla Versione per i professionisti
NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
per accedere alla Versione per i professionisti

I costi sanitari negli Stati Uniti sono sproporzionatamente alti per diverse ragioni. (Vedere anche Panoramica sui costi dell’assistenza sanitaria).

  • Svariati fattori, particolarmente l’uso di nuovi e costosi esami diagnostici e tipologie terapeutiche, contribuiscono al costo elevato dell’assistenza sanitaria.

  • L’impiego di questi nuovi esami e trattamenti non necessariamente si traduce in una migliore qualità della salute.

  • Negli Stati Uniti, i costi amministrativi, per la maggior parte legati a polizze assicurative private, costituiscono dal 20% a più del 30% dei costi sanitari.

  • È improbabile che ridurre le parcelle dei medici consenta di contenere di molto i costi sanitari.

  • L’invecchiamento della popolazione statunitense non ha probabilmente contribuito in larga misura agli aumenti dei costi legati all’assistenza sanitaria, ma questo potrebbe succedere quando entreranno nella terza età anche i cittadini nati all’epoca del baby boom.

Uso di esami diagnostici e trattamenti costosi e tecnologicamente avanzati

L’uso di trattamenti ed esami costosi potrebbe contribuire all’aumento dei costi sanitari più di qualsiasi altro fattore. L’uso può essere giustificato o meno ma, in ogni caso, i costi risultano maggiori.

Un esempio di trattamento idoneo ma costoso è l’uso di farmaci anticoagulanti (trombolitici o fibrinolitici) o procedure di pulizia delle arterie (come gli interventi di angioplastica) nel trattamento dell’infarto cardiaco. Questi sono approcci molto efficaci e salvavita, ma numerosi trattamenti costosi e tecnologicamente avanzati non sono efficaci, e mostrano una superiorità solo lieve oppure un impiego inadeguato in soggetti per i quali i benefici sono improbabili. Ad esempio, le ossa (vertebre) nella zona lombare sono talvolta sottoposte a un intervento di fusione per il trattamento della lombalgia cronica. Molti esperti ritengono che questo trattamento sia inefficace e/o sia considerevolmente sovrautilizzato.

La frequenza d’uso di questi trattamenti costosi varia in notevole misura di regione in regione, e a volte da medico a medico. Per alcuni disturbi (come la coronaropatia), gli esiti del trattamento sulla salute non risultano migliori nelle regioni in cui alcuni trattamenti sono usati molto spesso, rispetto a quelle dove vengono utilizzati meno spesso.

Aumento dei costi dei prodotti e dei servizi sanitari

I costi dei farmaci sono aumentati. Uno dei motivi è il maggior costo dello sviluppo di nuovi farmaci, corrispondente a circa 1 miliardo di dollari. In considerazione di questi costi elevati, le case farmaceutiche non sono motivate a sviluppare nuovi medicinali meno redditizi, come vaccini, agenti impiegati per il trattamento di patologie rare e perfino antibiotici. Questa riluttanza può condizionare negativamente la salute pubblica, ad esempio, limitando il numero di farmaci e vaccini disponibili per la prevenzione e il trattamento di infezioni gravi.

Immissione in commercio di nuovi farmaci, dispositivi e procedure

Quando il consumatore viene a conoscenza del lancio di un nuovo (e costoso) trattamento alla televisione o su Internet, può essere interessato a provarlo e cercherà di convincere il medico a prescriverlo. Ne può conseguire un abuso o un uso inappropriato di trattamenti costosi. Alcuni non sono più efficaci delle versioni precedenti e più economiche.

Abuso di specialisti

Gli specialisti offrono sempre più cure, da un lato perché il numero di medici di base è in calo, dall’altra perché sempre più persone preferiscono farsi visitare da uno specialista.

Le cure specialistiche sono spesso più costose dell’assistenza del medico di base. Gli specialisti applicano parcelle più alte e prescrivono un maggior numero di esami rispetto ai medici di base. Inoltre, soggetti che presentano più di una patologia potrebbero richiedere la consulenza di più specialisti (che hanno un orientamento più mirato) per una valutazione e il successivo trattamento, quando il medico di base (che ha un orientamento a più ampio spettro) potrebbe essere in grado di farlo.

Costi amministrativi elevati

Si stima che la percentuale delle spese sanitarie riservate alla gestione si aggiri fra il 20% e il 30% e oltre. La maggior parte di tali costi deriva da compagnie assicurative private; tuttavia, l’Affordable Care Act limita ora la somma di denaro che un’assicurazione privata può spendere per i costi amministrativi. Le compagnie che offrono un’assicurazione privata investono fondi nelle campagne di marketing e negli esami dei possibili soggetti acquirenti, al fine di identificare chi avesse patologie pre-esistenti o abbia il potenziale di sviluppare una malattia. Queste prassi non migliorano la sanità. Inoltre, la presenza di numerosi piani assicurativi privati diversi aumenta in genere i costi amministrativi a carico degli operatori sanitari, rendendo le procedure (come l’invio di un reclamo e la codificazione) più complicate e dispendiose in termini di tempo.

Parcelle dei medici

I medici negli Stati Uniti sono meglio remunerati rispetto a molti altri professionisti di questo Paese e ai medici di molti altri Paesi. In parte dipende dal fatto che i medici in altre nazioni spendono generalmente molto meno nel percorso di formazione e nell’assicurazione per la negligenza colposa, rispetto a chi opera negli Stati Uniti, e i costi relativi alla gestione di un ambulatorio in altri Paesi sono inferiori.

Poiché le parcelle dei medici costituiscono solo il 20% dei costi sanitari totali, anche una riduzione significativa delle tariffe avrebbe un effetto modesto sui costi complessivi.

Costi della malasanità

Tali costi comprendono

  • Assicurazione contro la negligenza colposa

  • Esami e procedure prescritti per tutelarsi da eventuali denunce per negligenza colposa, anziché finalizzati ad accertare la salute del paziente (cosiddetta medicina difensiva)

I medici, altri operatori sanitari, gli istituti sanitari e i produttori di farmaci e dispositivi versano premi assicurativi per la negligenza colposa. Questi premi coprono la liquidazione delle richieste di risarcimento, le spese generali e i profitti dell’assicuratore sanitario per la negligenza colposa. In ultima analisi, questi costi, almeno in parte, sono trasferiti al governo e/o ai consumatori.

I costi e la minaccia di denuncia possono essere onerosi per il singolo medico (in particolare, per certi specialisti ad alto rischio e in specifiche aree geografiche). Ciononostante, le somme versate in premi (premio pagato a una compagnia assicurativa per ottenere una copertura contro la negligenza colposa) ogni anno è inferiore all’1% dei costi sanitari totali. Inoltre, la somma spesa nelle liquidazioni per la negligenza colposa rappresenta una percentuale ancora inferiore rispetto alle spese sanitarie. Anche presupponendo un’importante riduzione delle liquidazioni per negligenza colposa, non ne conseguirebbe un taglio sostanziale dei costi sanitari, perfino se questo potrebbe apportare notevoli vantaggi per alcuni medici.

Medicina difensiva

Con il termine “medicina difensiva” si indicano esami o trattamenti volti a tutelare i medici e altri operatori sanitari da eventuali denunce per negligenza colposa. Questi esami e trattamenti potrebbero non essere giustificabili dal punto di vista clinico, in base al quadro del paziente. Ad esempio, il medico potrebbe ricoverare il paziente anche quando potrebbe essere efficace il solo trattamento ambulatoriale.

I costi effettivi legati alla cosiddetta medicina difensiva sono difficili da stimare. Alcuni studi svolti in merito ai costi e le valutazioni che ne sono derivate variano considerevolmente. È complicato definire i costi, in parte perché la medicina difensiva si basa su una definizione soggettiva. Ovvero, si basa sul giudizio del medico in merito all’eventuale necessità di prescrivere un esame o un trattamento. I pareri dei medici possono variare in misura sostanziale e legittima nell’ambito di una decisione su un quadro clinico specifico. Relativamente pochi casi prevedono linee guida chiare e rigorose dal punto di vista diagnostico.

E anche quando si constata che un certo iter diagnostico è basato su un approccio difensivo, stabilire l’eventuale risparmio è complicato. Ridurre la quantità di esami prescritti in base a una linea medica difensiva richiede un lavoro di raffronto tra i costi effettivi delle cure con e senza esame o trattamento extra. Tali costi sono diversi dall’importo richiesto al paziente e dal rimborso che il paziente riceve.

Inoltre, non è chiaro se la legge che limita il rimborso ai soggetti che sporgono denuncia per negligenza colposa abbassi i costi sanitari.

Invecchiamento della popolazione

Anche se spesso è citato come uno dei fattori concomitanti (circa un terzo dei costi sanitari generali è relativo all’ultimo anno di vita), l’invecchiamento della popolazione probabilmente non è responsabile dei recenti aumenti dei costi, perché molti dei nati all’epoca del baby boom non hanno ancora raggiunto la terza età. Inoltre, un’assistenza sanitaria più efficace tende a ritardare l’insorgenza di patologie gravi negli anziani. Tuttavia, i costi ne risentiranno maggiormente man mano che gli individui nati nell’epoca del baby boom entrano nella terza età. Quindi, si prevede che la percentuale della popolazione di età superiore ai 65 anni aumenti dal 15% circa nel 2016 a quasi il 20% dopo il 2030.

NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
per accedere alla Versione per i professionisti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

Video

Vedi Tutto
Il corpo umano: cellule, tessuti, organi e apparati
Video
Il corpo umano: cellule, tessuti, organi e apparati

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE